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Mappatura della filiera:Nobilitazione tessile, in corsa nonostante la crisi

ottobre 29 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Un comparto vitale, che fa i conti con problemi di redditività, ma che è anche il cuore dell’innovazione tessile del distretto

Si chiama nobilitazione e non è un caso: un comparto strategico, che serve per dare valore al prodotto, fornendogli quelle caratteristiche qualitative, tattili, quegli effetti che rendono il prodotto speciale. Stiamo parlando di rifinizioni e tintorie e tutte le fasi che vi ruotano intorno, riconosciute anche al di fuori del distretto come il fiore all’occhiello delle nostre lavorazioni. Nonostante il ridimensionamento degli ultimi anni, le imprese di questo comparto non si sono arrese: hanno continuato a fare investimenti, cercando di mantenersi al passo con le innovazioni tecnologiche e fornendo al distretto quel know how che poi dà valore a tutta la produzione.

L’indagine sulla mappatura tessile è stata promossa dalla Camera di Commercio di Prato con il contributo del Progetto Prato della Regione Toscana, coordinata da Confartigianato con la collaborazione di Cna e Unione Industriale Pratese; la parte sulla nobilitazione tessile è il terzo capitolo di un lavoro che ha già interessato le filature le tessiture e che adesso si concentrerà sull’universo degli “impannatori”, per avere un quadro completo sullo stato di salute del distretto.

Ad oggi sono state realizzate oltre 500 interviste dirette alle aziende; lo sforzo compiuto ha consentito di ottenere un grado di copertura superiore all’80-85% in tutti i comparti oggetto di indagine. Per quanto riguarda la rilevazione in corso, quella sui produttori, sono state censite 340 aziende; il gruppo di lavoro confida di terminare l’indagine entro la fine dell’anno.

Lo stato della nobilitazione Sono 121 le aziende intervistate del distretto che operano in questo settore, censite dal gruppo di lavoro che si occupa della filiera. Complessivamente le aziende di questo comparto fatturano 350 milioni di euro e operano su una superficie coperta di 500 mila metri quadrati. Il settore impegno 2850 addetti e si conferma come uno dei comparti più importanti per la lavorazione tessile. Per il 64% si tratta di imprese che si occupano della rifinizione dei tessuti e della tintoria in pezza.

Come nelle altre indagini, il ricambio generazionale e l’età media degli imprenditori rappresentano un punto nevralgico: il 50% degli imprenditori che operano nel comparto ha infatti più di 50 anni. Per il 25% delle aziende nei prossimi anni ci sarà difficoltà di reperimento di figure altamente specializzate come il capo-rifinizione e il capo-tintoria.

Nonostante le difficoltà le imprese del comparto hanno investito; il 38% ha fatto investimenti consistenti in macchinari negli ultimi 5 anni, il 34% in impianti. C’è anche chi ha dichiarato di non aver fatto nessun investimento e sono il 25% per i macchinati e il 33% per gli impianti.

I rapporti all’interno della filiera Il fatturato delle imprese per l’85% viene fatto con aziende del territorio pratese, a dimostrare l’alto livello di integrazione di questa fase di lavoro all’intero del distretto. L’84% delle imprese lavora tessuti che poi vengono usati per l’abbigliamento, l’11% per la casa.Il 49,6% degli intervistati promuove il rapporto tra committenti e terzisti, per il 42% andrebbe rivisto, con la condivisione di obiettivi a lungo termine. Nel rapporto con i clienti le difficoltà maggiori sono da attribuire alla mancata programmazione (33%) e ai lotti piccoli (34%).

La redditività Qualità (46% intervistati) e servizio (41%) sono gli aspetti che le imprese dichiarano essere maggiormente apprezzati dalla propria clientela. Sul fronte del valore dei prodotti lavorati e il tasso di innovazione presente in essi, circa il 40% dichiara che negli ultimi 5 anni è rimasto invariato. Il 45% delle imprese ritiene appena sufficiente il livello di redditività delle proprie aziende, il 31,7 lo ritiene insufficiente. Il 53% dichiara che che i prezzi sono appena remunerativi. Come riscontrato per le filature cardate e per le tessiture, la redditività delle lavorazioni si è contratta molto negli ultimi anni. Tra le cause principali vi è (anche) la sensibile riduzione del lotti medi di produzione che, evidentemente, penalizza soprattutto le imprese di maggiori dimensioni.

Quali strategie per il futuro? Per il 68% degli intervistati non ci saranno grosse sorprese nei prossimi anni, ma solo la possibilità di gestire meglio la situazione attuali. Per il 42% le difficoltà del settore sono da addebitarsi all’inadeguata cultura imprenditoriale. Però per il 47% il distretto, anche se ridimensionato, avrà un futuro; per il 33% la nobilitazione resterà il perno della competitività del distretto, per il 36% il comparto è a rischio per la difficoltà a fare nuovi investimenti.

L’indagine sulla mappatura della filiera ha analizzato diverse fasi di lavorazioni e per la fine dell’anno sarà completato anche con la parte relativa ai produttori; si tratta di un lavoro importante e inedito, che analizza la capacità produttiva, gli approcci commerciali, le aspettative degli operatori. Uno studio che dovrà essere oggetto di una riflessione comune, con gli altri attori del territorio, per individuare le strategie di crescita e di sviluppo di un sistema imprenditoriale che sta dimostrando una grande vitalità.

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