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Meccanotessile: nel III trimestre bene solo l’export

ottobre 29 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Como, News, Prato

La raccolta ordini di macchine tessili nel terzo trimestre dell’anno mostra una crescita grazie alla richiesta proveniente dai mercati esteri. Raffaella Carabelli, Presidente di ACIMIT: “A preoccupare gli operatori del settore è la situazione sul mercato italiano”.

Nel terzo trimestre 2014 la raccolta ordini per le aziende italiane costruttrici di macchinario tessile è cresciuta rispetto al trimestre precedente. La rilevazione congiunturale condotta da ACIMIT, l’Associazione di categoria, indica un incremento pari al 4%. Il valore dell’indice degli ordini nel periodo luglio-settembre si attesta a 89,8 punti (base 2010=100).

La crescita degli ordini è però limitata ai mercati esteri, dove nel periodo considerato l’incremento è stato del 9% e l’indice si è attestato su un valore di 99,4 punti. Il mercato interno, invece, risulta essere in costante ridimensionamento. In Italia, infatti, il valore assoluto dell’indice è di 38,8 punti, con un calo del 22% sul trimestre precedente.

Nel commentare l’indagine congiunturale il Presidente di ACIMIT, Raffaella Carabelli, sottolinea come i risultati sui mercati esteri dimostrino la rafforzata capacità competitiva delle imprese meccanotessili italiane. Non nasconde, però, la forte preoccupazione di tutto il settore per il trend negativo riscontrato in Italia. “A fronte dei segnali positivi che giungono dall’estero, dobbiamo ancora una volta rilevare come il mercato interno sia completamente stagnante. Mancanza di fiducia e incertezza nel futuro hanno praticamente azzerato i possibili benefici derivanti dalla Sabatini bis”.

A peggiorare gli scenari futuri per le PMI, non solo quelle del settore, c’è il mancato rifinanziamento della Nuova Sabatini e l’eliminazione dei fondi per la promozione del Made in Italy, stando all’ultima versione della Legge di Stabilità, in discussione in questi giorni. “Entrambi gli strumenti sono di notevole importanza per le aziende italiane. In particolare il possibile taglio dei fondi per la promozione avrà ripercussioni negative per un settore come il nostro che esporta oltre l’85% della propria produzione”, conferma il Presidente di ACIMIT.

A testimoniare le difficoltà che sta sperimentando la filiera italiana del tessile-abbigliamento ci sono anche i dati di importazione di macchinari tessili. Nel primo semestre dell’anno le macchine di origine estera importate hanno subito un calo del 3% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.

“Il 2014 si chiuderà in positivo solamente grazie alla domanda proveniente dai mercati esteri, aggiunge Carabelli. L’obiettivo è già il 2015 quando ITMA, la principale fiera del settore, sarà ospitata in Italia, a Milano, da 12 al 19 novembre. “La speranza, conclude il Presidente di ACIMIT, è che la manifestazione possa fare da leva per una ripresa degli investimenti anche in Italia”.

Intanto, a circa un anno da ITMA 2015, la fiducia delle aziende italiane nell’evoluzione positiva dei mercati è data dall’aumento del numero di espositori italiani (358, +11% rispetto all’ultima edizione di ITMA, svoltasi nel 2011 a Barcellona) e soprattutto della superficie da loro prenotata (+40%).

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