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Munich Fabric Start: cresce il numero dei visitatori internazionali

ottobre 8 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Munich Fabric Start, chiusosi il 4 settembre, ha accolto circa 20.000 visitatori, contro i 18.500 del settembre dell’anno scorso. Una progressione imputabile alla crescente internazionalizzazione dell’evento.

Il salone ha avuto per lungo tempo l’immagine di appuntamento molto “tedesco”. Tuttavia, i mercati tedesco, austriaco e svizzero l’hanno aiutato a consolidarsi con le loro tante PMI, clienti coccolati da tessitori, filatori e altri fornitori. E così, la sfida rimasta alla fiera era quella dell’internazionalizzazione.

«E’ stata una buona edizione. Con presenze più internazionali. Abbiamo incontrato degli olandesi, dei danesi… Perfino Ted Baker è passato per la prima volta, sembra per fare una prova, a quanto pare. Il salone è piacevole, e molto meno stressante rispetto a Parigi», commenta Mathilde Holweck, di Dutel Création.

Un’opinione condivisa da numerosi espositori, anche se i tedeschi sono e restano il primo target della manifestazione, con la presenza in fiera dei team di Marc O’Polo, di Gerry Weber, di Mac, Gardeur, Brax, Camel Active…

«Tutti i produttori tedeschi di pantaloni vengono a Monaco di Baviera. Ma i tedeschi non vengono all’improvviso, prendono un appuntamento. E’ bello poter lavorare in una volta sola. In compenso, il mercato sta conoscendo una fase di cannibalizzazione, con vari piccoli marchi che sono scomparsi. E poi, sulle tendenze il mercato è imprevedibile e le previsioni a lungo termine sono diventate difficili», commenta Claude Haberthur, direttore delle collezioni di Velcorex e habitué della manifestazione.

Wolfgang Klinder, patron di Munich Fabric Start, parla di un incremento delle presenze estere, con buyer venuti anche dal Canada e dagli Stati Uniti. Secondo lui, i vantaggi dell’appuntamento sono le date (prima di Milano e Parigi) e la selettività dell’offerta, collegata anche a uno spazio espositivo completo, che (va comunque rimarcato) non può essere ingrandito.

Analogamente, la ‘Blue Zone’, che ha ospitato 75 specialisti del denim ed è stata lanciata nel 2003, ha trovato un suo pubblico nel corso delle stagioni. «I tedeschi non hanno veramente dei pure player del denim (eccezion fatta per Mustang Jeans) e i buyer di jeans d’un tratto stanno seguendo la tempistica del loro marchio, dunque del prêt-à-porter. Ma, naturalmente, alcuni brand fanno molti più affari nel denim rispetto ad alcuni puristi della tela blu. Il mercato tedesco improvvisamente si trova guidato da un’altra logica», puntualizza Marco Lucietti, direttore marketing di Isko.

Sebastian Klinder, condirettore della società organizzatrice, non lo contraddice, affermando che non c’è alcuno spostamento previsto, né a Berlino, né a Barcellona, e ancor meno è allo studio un cambiamento di date della fiera tedesca. «Le presenze registrate alla ‘Blue Zone’ ci danno ragione nel volerla mantenere insieme a Munich Fabric Start. Il mercato tedesco del denim reagisce in modo diverso da quello italiano e americano», ha dichiarato Klinder nella tradizionale conferenza stampa del mercoledì.

Unico grande cambiamento della prossima edizione: la fiera inizierà di lunedì e non di martedì. Un cambiamento eccezionale, legato all’anticipazione delle date di Première Vision che, di rimbalzo, ha spinto Milano Unica a cambiare le sue.  ”Volevamo evitare al massimo le sovrapposizioni. E quindi, il Munich Fabric Start si chiuderà di mercoledì, primo giorno di Milano Unica”, riassume Wolfgang Klinder.

La 38a edizione di Munich Fabric Start si svolgerà dunque dal 2 al 4 febbraio 2015, e la ‘Blue Zone’ nei giorni 2 e 3 febbraio.


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