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Pitti Filati, le aziende pratesi protagoniste da domani in Fortezza

giugno 27 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

E’ come sempre pratese il plotone più consistente a Pitti Filati, con 30 aziende che rappresentano l’élite del settore.

L’appuntamento fieristico rappresenta un’occasione per fare il punto sullo stato di salute  del comparto produttori di filati, che nel distretto pratese conta poco meno di 80 aziende finali con circa 1300 addetti diretti, ed è sostenuto da una filiera molto specializzata di filature, ritorciture, tintorie e rifinizioni. La produzione pratese è costituita per circa la metà da filati per maglieria, il 25% per tessitura ortogonale e jacquard, il 15% per arredamento e il rimanente per cucirini, ricamo, aguglieria. Quasi il 70% della produzione di filati pratesi è concentrata sulla stagione invernale. Il giro d’affari del settore è stimato intorno ai 500 milioni di euro di cui più del 40% viene venduto all’estero; nel 2016 il peso delle esportazioni di filati del distretto pratese sul totale italiano è stato del 21% in valori.

Dal punto di vista congiunturale i filati pratesi stanno vivendo un momento di inversione di tendenza. Dall’indagine del Centro Studi di Confindustria Toscana Nord sui bilanci delle aziende attive del settore emerge per il periodo 2009-2015 una crescita dei ricavi del +40% e del +90% del valore aggiunto: una tendenza molto positiva che è rimasta tale nella prima parte del 2016 (+4,6 di produzione industriale nel 1° semestre rispetto allo stesso periodo del 2015), ma che è cambiata a partire dalla seconda metà dell’anno, chiuso a -2,2% in linea con il dato nazionale. Anche i primi mesi del 2017 vedono un -11,6% di produzione industriale rispetto al primo trimestre 2016.

“ A penalizzare le produzioni pratesi sono state soprattutto tendenze moda non favorevoli ai filati fantasia per maglieria – commenta Raffaella Pinori, coordinatrice del gruppo Produttori di filati della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord – E’ la specializzazione più tipica dei filati pratesi, la stessa che ha contribuito in maniera determinante alle buone prestazioni del comparto negli ultimi anni. Il nostro settore, così come tutta la moda, è esposto a queste oscillazioni, dovute alle mutevoli tendenze dei consumi.”

Tendenze moda più favorevoli a filati classici spiegano anche l’andamento dei singoli mercati, con l’Europa che rimane pressoché stabile (-0,8%), mentre la piazza asiatica, che rappresenta il 24,0% dei mercati esteri, è diminuita del -17,8%. Dietro la performance negativa dei paesi asiatici – importatori talvolta in proprio ma più spesso sedi produttive di imprese di altri paesi – si può leggere la contrazione della domanda dagli Stati Uniti di alcune tipologie di filati più tipicamente pratesi.

“Naturalmente non ci limitiamo ad aspettare che le tendenze moda tornino più favorevoli alle nostre produzioni – conclude Pinori – ma continuiamo il nostro lavoro di introduzione di innovazione nelle nostre aziende, investendo nei prodotti e nella loro diversificazione, nell’ottimizzazione dei processi, nella sostenibilità e nelle strategie commerciali. Pitti Filati ci trova pronti a presentarci alla clientela con prodotti in linea con i segnali che provengono dai mercati.”

 

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