PITTI UOMO 109_ TENDENZE AI 2026/27
gennaio 12 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Eventi, NewsFANTASTIC CLASSIC, FUTURO MASCHILE
DRESS CODE: GENTLE TAILORING
È una stagione che riporta al centro la gentilezza, anche nelle atmosfere del menswear. Spazio a silhouette morbide e naturali, traccia di quell’eleganza sussurrata che il soft tailoring oggi trasmette. Discrezione e tessuti high-end confluiscono nell’abito maschile, sicuro talismano di savoir-faire. Luminosa essenzialità e armonia di profili per square coat e loden customizzati, giacche preziose sottilmente over, pantaloni fluidi a vita alta. Volumi avvolgenti assecondano le forme del corpo, approfondendo il dato individuale di comfort senza derogare agli archetipi sartoriali. Il doppiopetto si ammorbidisce fino a sostituire il soprabito, il total look monocolor o ton sur ton diventa un’espressione di statement personale.
THE BRIT WAY
Dalla sport attitude dell’aristocratico di campagna al completo del businessman che vive la City. Classico e multi-sfaccettato, lo stile del gentleman guarda all’heritage anglosassone. Focus sulla cultura dell’abito finito a mano, la qualità certificata di tessuti e pattern originali, il tocco rilassato del luxury knitwear.
Check e ancora check: da codice di orgogliose memorie sartoriali, oggi il tartan conquista con la fascinazione visiva del moderno aplomb. Disegnature a quadri sovradimensionati movimentano silhouette e accostamenti, amplificando la percezione dell’oversize. Plaid e kilt ispirano giacche e overshirt, macro-disegnature a scacchi riscaldano gli interni di trench e cappotti. Fantasie rigate e lavorazioni artigianali portano freschezza a capispalla e abiti morbidi: coat geometrici e blazer astagionali, completi ton sur ton e giacche dalla forte cifra grafica. E per l’inverno, loafer e sneakers in pelle ospitano calde fodere in lana merino e tessuti scozzesi.
LUXURY WILD KNITTING
Un lusso consapevole, radicato nel tempo e consolidato dal dialogo impercettibile con chi lo indossa. È una mood che guarda all’unicità , alla ricerca di superfici. Dall’universo knitwear accoglie texture e appeal: lane iper-lavorate, effetti fleece e punti pelliccia trasformano i filati in nuvole sensoriali. Per la maglia è un ritorno alle origini: volumi scultorei, silhouette che si modificano nel tempo, texture che riflettono consistenze di una natura esposta agli agenti atmosferici. Focus sul dato sensoriale della lana, su pesi e morbidezze percepite a pelle, sull’impatto estetico di volumi e accensioni cromatiche. Nel leisure, il puro cashmere assomiglia alla felpa, si alterna alla compattezza del Guernsey – la maglia inglese dei marinai – o all’Irish Fisherman. Appeal sportivo per giubbini in pelle e sottogiacca in lana elastica, giacche in mischie naturali e lupetti punto Milano. Accanto, il pantalone interpretato da lane superfini, cashmere, nuovi cotoni stretch, fibre rigenerate. La tavolozza esalta falsi uniti e mélange su grigi pastello, beige e bianchi naturali, con variazioni notturne di blu.
DYNAMIC ATTITUDE, I GO OUT
SPEAK TO THE MOUNTAINS
Vette imponenti, paesaggi innevati. Un sogno avventuroso tra rocce e ghiacciai evoca outfit degni di spedizioni artiche. È il viaggio del moderno esploratore, attivato dalla passione outdoor ma anche da un’intrinseca curiosità per le radici dell’uomo sulla terra. Un orizzonte che contiene tecnica e poetica, una dichiarazione d’intenti. Da un lato la ricerca sul potenziale di fibre e texture, dall’altro la riflessione sul grounding: un ideale ritorno alla natura, a texture primordiali, al gesto di vestirsi. Capi che ricordano la vita del bosco e la resistenza degli elementi, tracce naturali che hanno combattuto le insidie del tempo. Montagne, vulcani e foreste: contesti di memoria organica scolpiti anche nei toni di palette: neutri e terrosi, verdi erbacei e grigi minerali, rossi autunnali. Obiettivo, recuperare vicinanza alla materia.
OUTDOOR THERAPY
Tecnico, umano e funzionale: l’equilibrio si ottiene attraverso il movimento, dove la performance incontra il design e trasmette nuovi strumenti per orientarsi. Spazio alle possibilità della progettazione: come emisferi uniti dall’orizzonte, borse e zaini evolvono insieme a chi li indossa, secondo gli ambienti da attraversare. Un viaggio verso l’ignoto che diventa input creativo. Dedicati al dinamismo e al cambiamento, nuovi outfit ispirano persone a sperimentare e vivere diversi mondi. Forme architettoniche e design funzionale, cuore pulsante di prodotti che resistono agli elementi e si adattano alla diversità . Pensati per essere indossati, non solo trasportati.
LAYER UP
Per chi cammina, chi osserva, chi scopre. Influenzato dai mutamenti climatici e dalla necessità di un utilizzo iper-versatile, l’outerwear ridefinisce modi e obiettivi di esprimersi e interagire col tempo. Con temperature variabili e inverni sempre più miti, la ricerca investe sulle sovrapposizioni di strati e texture, accanto a sistemi modulari, completi easy to wear ed easy to care. L’ingegneria urbana riformula il capospalla lavorando su elementi costitutivi – dal tessuto all’isolamento – per ottenere migliori performance di leggerezza ed efficienza. Ecco overcoat scomponibili e travel jacket multi-layer, giacche in piuma double-face, caban con gilet interno da indossare anche separatamente. Over ideati per trasformarsi, durare e valere almeno tre stagioni all’anno.
THE STYLISH GLOBETROTTER
Riprogrammato al quotidiano, l’understatement declina l’immaginario street secondo essenzialità , leggerezza e vocazione multitasking. Dinamismo urbano e peripezie da globetrotter ispirano la creatività funzionale di scelte: tasche capienti quasi invisibili, pantaloni no iron, loafer iper-flessibili, tote ripiegabili. Capsule minimali perfezionano la gamma di tecno-coat doppiati o reversibili, puffer jacket peso piuma, giacche e pantaloni antipiega. Immancabile il baseball cap, alternato al beanie e al berretto da pescatore.
Da sole e da vista, gli occhiali si confermano inossidabile accessorio di stile. Bold e in acetato, con inserti metallici e lenti fumée, squadrati oversize o mascherine avvolgenti. E ancora, pratiche weekender e duffle bag in pellami water repellent, briefcase multi-scomparto adatte a contenere ogni tipologia di device, in ufficio come in viaggio.
SUPERSTYLING
HOMEWARD BOUND
Un viaggio che restituisce valore all’autenticità , alle radici e alla scelta. Esperienza e immaginazione si compenetrano, gli slanci di recupero e scoperta si bilanciano. Perché imparare alimenta la curiosità , conoscere infonde sicurezza, riportare alla luce significa anche porsi delle domande. E rieditare pezzi iconici, rileggendo modelli che hanno lasciato il segno, nutre le idee e dà nuova linfa alla creatività . Riammetterli nel guardaroba, con una valenza quasi familiare, evoca il calore rassicurante di un ritorno verso casa. Ritrovarsi, pronti a ripartire.
SAPER SCEGLIERE, LIBERA FORMA D’ARTE
Look che non tradiscono l’identità la espandono. Effortless e liberi di esprimersi, optano per un nuovo ibridismo urbano che mixa, senza stridori, nordic design, eccellenza italiana e accenti orientali. Interessi di un uomo che ama riconoscere, definire e comunicare la propria immagine, anche sovvertendo le regole. In primo piano materiali soffici e tagli ergonomici: un benessere che non celebra divise ma intuizioni. Le trame di una giacca-maglia, la sicurezza di un capo in tweed, l’abbraccio di un giubbotto in nappa. Per le giornate autunnali, caban e duffle coat, pantaloni in velluto a coste e felpe effetto knitwear combinano buon gusto e mantra artigianale. E ancora, semplici quanto necessarie, le borse a mano incarnano variazioni di nuovi classici. Si afferma la qualità trasversale della clutch: forme unisex e geometriche vicine al laptop case, pellami pieno fiore e tela gommata, fodere in lana. Accanto alla pochette, tra i must-have del dandy, la minimal tote in pelle liscia impunturata a mano.
JAPAN FLAG
Da Tokyo a Osaka, dalla velocità delle metropoli al millenario saper fare artigiano, all’operosità dei distretti manifatturieri. È la new wave creativa dal Giappone, territorio di dialogo tra design e memoria ancestrale. Collezioni sensibili ad influenze occidentali – dal brit tailoring all’eccellenza Made in Italy – ma fedeli alle origini. Cura minuziosa del dettaglio, virtuosismo tecnico e materiali premium confluiscono in narrazioni di contemporanea credibilità . Dall’esclusivo Selvedge denim alla naturale intensità indigo, dagli accessori cuciti a mano ai pellami ammorbiditi da acque di fiume.
DEVIL IN THE DETAILS
In piena luce o sotto forma di indizi, spesso personalizzati, sempre unici. Certi dettagli, più di un logo, sanno sorprendere con discrezione e diventare una Signature. Replicano alla volatilità dei trend con il recupero d’archivio, l’impiego di tessuti vintage o rigenerati, gli interventi custom-made. E ancora, impreziosiscono fodere e revers di giacche e soprabiti, suggeriscono pattern e punti maglia, applicano trattamenti speciali al denim e cromie a contrasto sulle sneakers. Ossessione del dettaglio e originalità creativa si concentrano nel sottile tratto d’imperfezione che solo i pezzi unici presentano.






