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Prato, export tessile in calo; illegalità e concorrenza sleale temi centrali

dicembre 17 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Prima conferenza stampa di fine anno per Giulio Grossi, presidente di Confindustria Toscana Nord eletto nel mese di maggio, che ha partecipato a Lucca, Pistoia e Prato agli incontri in cui si è riassunta l’attività dell’associazione e si sono elencate le priorità per le imprese e per l’economia in generale.

Lusinghiero, ed in crescita rispetto al 2016, il primo anno di attività di Confindustria Toscana Nord, il bilancio delle iniziative: 120 eventi di vario tenore (incontri, seminari, convegni e conferenze su ambiente, sicurezza, lavoro, fisco, credito, cultura), oltre 100 riunioni di organi interni (fra presidenza, sezioni, gruppi merceologici, giovani e imprenditoria femminile), 19.783 ore di formazione per soci e non soci.

I dati a consuntivo di un anno di attività e di vita associativa dimostrano che il sistema della rappresentanza affidata ai cosiddetti “corpi intermedi”, da molti avversato e da qualcuno considerato superato è, da noi, ben saldo e radicato – afferma il presidente Grossi -; lavoriamo ancora per favorirne l’ulteriore crescita, spinti dalla considerazione che riceviamo dagli associati”.

Accompagnato dai colleghi dei tre territori (tra i quali il vicepresidente Andrea Tempestini e il delegato all’internazionalizzazione e alla crescita Francesco Marini), e con il direttore Marcello Gozzi, Grossi ha elencato le priorità per le industrie, delineando un fil rouge di temi che legano Prato con Lucca passando da Pistoia.

Certamente non va sottovalutata la vastità dell’area, ed il fatto che situazioni preesistenti alla fusione o concretizzatesi dopo di essa abbiano imposto a Confindustria Toscana Nord di dare di volta in volta anche risposte circoscritte; l’architettura del nuovo soggetto, con un’ampia e qualificate rappresentanza di imprenditori e funzionari nelle tre province ha garantito puntuale ed attenta presa in carico anche dei temi più spiccatamente locali – afferma Grossi. - In tutte le quattro sessioni sono emerse comunque elementi fortemente sentiti e comuni: le questioni infrastrutturali nelle loro declinazioni più tipiche (strade e ferrovie) ma anche nelle accezioni strettamente funzionali alle necessità delle imprese (sistema di smaltimento rifiuti e energia); il rapporto con il variegato mondo del credito; la formazione, riconosciuta vero asset di crescita delle imprese e rispetto a cui Confindustria Toscana Nord, direttamente o  con le proprie società di servizi ha garantito il collegamento e la qualificazione o riqualificazione di lavoratori e dei manager. Fondamentale in questo senso ed anche nella prospettiva non remota di ripresa dell’economia, il tema dell’innovazione e di Industria 4.0; su cui si baseranno le future professionalità dell’industria”. Si è parlato della centralità, nel nostro contesto, dell’export, rispetto al quale sono stati commentati i più recenti dati.

Sottolineato il tema della legalità, sia come valore in assoluto sia come parametro di comportamento a cui si devono attenere per garantire una concorrenza onesta e leale, tutte le imprese del medesimo territorio; e, da qui, un appello a serrati controlli rivolti agli organi preposti.

Per questo, anche la politica di governo del territorio, sia nella pianificazione regionale che in quella demandata agli enti territoriali deve tener conto dell’importanza della manifattura e della ricchezza che, per l’economia della regione, rappresenta il bacino su cui insiste Confindustria Toscana Nord.

La produzione industriale tessile del distretto è, nei primi nove mesi del 2017, a -1,4% sul 2016, come il dato del tessile italiano. L’export invece si è fermato a -4,7% a fronte di un dato nazionale moderatamente positivo a +1%. I segni meno più rilevanti caratterizzano soprattutto il settore dei filati che dopo un ciclo molto positivo durato diversi anni è stato costretto a confrontarsi con un brusco cambiamento delle tendenze moda che hanno portato la lancetta dei primi nove mesi del 2017 a -6,4% di produzione e -9,2% di vendite all’estero rispetto allo stesso periodo del 2016. I tessuti hanno sperimentato una stabilizzazione, con +0,6% di produzione e -3,7% di export sul 2016.

Per quanto riguarda l’abbigliamento (confezioni e maglieria) il dato della produzione industriale pratese nei primi nove mesi si è fermato a -4,7% con un dato nazionale a -3,9% mentre l’export ha messo a segno un +12,1% con un dato nazionale a +3,8% sempre nel confronto con i primi nove mesi del 2016.

Buone le prestazioni della meccanica strumentale, che a Prato è rappresentata da un importante nucleo a prevalente caratterizzazione meccanotessile.

 

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