Giornale on line del tessile, abbigliamento e non solo…

Redditometro, due semplici mosse e il controllo non fa paura

settembre 9 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Economia

È il momento del redditometro 2013: dimostrare le spese del passato sarà complicato ma possiamo già comportarci a prova di futuro

La bacchetta magica per cambiare il passato non c’è, però affrontare da qui in poi le spese in modo più attento si può, e rischia di fare la differenza. Il redditometro sta scaldando i motori e presto 40mila contribuenti italiani saranno chiamati a dare conto al grande F(isco) della distanza tra i loro redditi dichiarati e le spese sostenute.

Nessuno (si spera) passerà al setaccio le spese di tutti i giorni e non saranno controlli di massa, perché solo lo 0,1 percento della popolazione salirà all’evidenza del software che compara redditi dichiarati e spese effettuate durante l’anno d’imposta, a partire dal 2009.

La lente dell’accertamento per ora punta al passato, ma si può star certi che prima o poi incontrerà il nostro presente. Tanto vale seguire pochi comportamenti di buon senso per mettersi in regola fin d’ora coi controlli del domani. Due le regole auree: finanziare le spese con mezzi di pagamento tracciabili; conservare il più possibile la documentazione delle spese di una certa entità.

In molti casi il contribuente potrà dimostrare, qualora ce ne fosse bisogno, da dove vengono i soldi della singola spesa, il destinatario e la coerenza con la propria personale capacità contributiva. Casi che possono destare ambiguità ne esistono: si pensi ad un prestito di parenti e amici, oppure a spese sostenute da terzi. Ecco, per evitare un attribuzione di reddito da parte dell’Agenzia basteranno gli elementi di cui sopra.

Più difficile il discorso del cittadino nel fornire spiegazioni puntuali e il più possibile dettagliate relativamente a uscite risalenti a quattro anni fa. Molti fattori non aiutano, e in alcuni casi potrebbe rivelarsi complicato non solo produrre la documentazione, ma anche solo orientarsi con la memoria.

Per non parlare del diverso quadro normativo. Infatti nel periodo d’imposta sotto osservazione, il 2009, era tutto diverso sia per quanto riguarda le modalità e i limiti di utilizzo del contante, che in fatto di regole dell’accertamento sintetico, più amichevolmente chiamate redditometro. Tra 2008 e 2011 la soglia d’uso del contante nelle transazioni tra privati è cambiata più volte: passando da 12.500 euro, poi 5.000, fino ai 2.500 euro del 5 dicembre 2001 poi stabilizzati nei mille del 6 dicembre dello stesso anno. Nel 2009 era di 12.500 euro, un limite all’ uso del denaro cash che ci appare quasi anacronistico.

All’Agenzia delle Entrate il compito di rendere l’accertamento severo ma mirato e magari prevedere per questa prima fase di rodaggio forme di regolarizzazione, che disincentivino il contenzioso, pur evitando che gli evasori la passino liscia.

 

var hupso_counters_lang="en_US";var hupso_twitter_via="paginetessili";var hupso_title_t="Redditometro, due semplici mosse e il controllo non fa paura";

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!
Realizzazione sito MB web designer | Powered by Master elettronica S.r.l.