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Super: “Ricerca e qualità faranno ripartire il mercato”

settembre 17 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Dal 21 al 23 settembre, al Padiglione 3-CityLife Palace di piazza VI Febbraio a Milano torna Super, il salone degli accessori e del prêt-à-porter che nasce dalla collaborazione di Pitti ImmagineFiera Milano. Questa seconda sarà “una super new edition ”, come ha promesso stamane Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine nel corso della conferenza stampa di presentazione. Dove è intervenuto anche Matteo Renzi.

Il fronte espositivo di 235 marchi, composto per il 30% da etichette straniere, è frutto di “un grande lavoro di ricerca in giro per il mondo per individuare aziende non note, ma con creatività e con qualità utili per far ripartire il mercato”, ha sottolineato Napoleone.

I nuovi nomi saranno quindi accanto a quelli già consolidati per attirare compratori da tutti i mercati. L’internazionalità è infatti una priorità, e in quest’ottica di apertura al mondo sono stati invitati a presentare le loro collezioni una ventina di giovanissimi designer provenienti da diversi Paesi nel contesto di Super Talents, un progetto in collaborazione con Sara Maino di Vogue Talents.

“Altra iniziativa che ci sta molto a cuore – ha aggiunto l’a.d. – è The Italian Fashion Schools, sempre in collaborazione con Vogue Talents e Vogue Italia,  che consentirà ai migliori studenti delle più qualificate scuole di moda italiane di presentare i propri lavori più significativi presso il Padiglione Visconti di via Tortona 58″.

“Un modo per dare visibilità ai giovani creativi in attesa che il sistema del credito italiano riesca a trovare la strada per dare una mano a chi inizia e alle piccole imprese – ha tenuto a precisare Napoleone -. In questo momento non c’è denaro, occorre che la banche si prendano qualche rischio in più. È vero che ci sono ancora segnali di sofferenza per l’anno a venire ma bisogna far ripartire la macchina”.

Nel corso dell’incontro ha preso la parola Cristina Tajani, assessore alla moda del comune di Milano, sottolineando “l’importanza dello spirito di cooperazione tra le città italiane coinvolte nel fashion (Milano, Roma e Firenze), al fine di rafforzare il Paese nel sistema competitivo internazionale che è sempre più agguerrito. Quest’alleanza, oggi resa possibile anche dalle condizioni politiche, sarà la chiave del successo che l’Italia merita in quanto capace di competere sul terreno del manifatturiero come della creatività e del sistema dell’esposizione delle vendite”.

In effetti gli sforzi del made in Italy per restare a galla nel panorama globale danno i loro frutti: “Nei primi sei mesi del 2013 i risultati sono stati positivi – ha detto Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine . – In particolar modo negli Stati Uniti, dove il riscontro si è avuto sia nel sell-in sia nell’uscita dei prodotti, cosa che non è avvenuta per esempio in Cina, nazione in cui all’inizio dell’anno, per motivi politici, si è registrata una battuta d’arresto delle vendite. Ma la Repubblica Popolare ripartirà e cosa importante è che tutti questi mercati vogliono le nostre creazioni”. “Là fuori – ha concluso il presidente – ci sono un miliardo di nuovi clienti che amano il made in Italy”.

Enrico Pazzali, a.d. di Fiera Milano, ha invece sottolineato l’ambizione delle piattaforme fieristiche italiane, come Super,  di “conquistare il mondo, farsi strumento di conoscenza  dei nuovi comportamenti dei consumatori a livello mondiale per consentire alle imprese  di cogliere nuove opportunità anche fuori dal Paese”.

Gli occhi di tutti erano puntati sull’ “ospite inatteso” (ma non più di tanto), Matteo Renzi, che con la consueta verve ha esordito affermando: “Ci hanno raccontato che con la globalizzazione l’Italia avrebbe alzato bandiera bianca e che le nostre aziende sarebbero state mangiate da colossi. Se dovessimo dare ascolto solamente ai gufi, vedremmo con chiarezza che l’Italia è un Paese finito. Io invece penso che sia un Paese infinito nella sua bellezza, nella sua possibilità, nella sua ricchezza”.

“Di fronte al radicale cambio in corso della conformazione geografica e demografica del pianeta – ha continuato – trovo sia una straordinaria suggestione che l’Italia giochi una scommessa intorno ai temi del bello, della qualità, del design e quindi del lifestyle, che la moda simboleggia in modo straordinario”.

“Perché il nostro Paese lo possa fare – ha continuato il sindaco di Firenze – occorre che la politica creda nel sistema moda e dia il suo sostegno, non sostituendosi ma creando le condizioni di poter far bene a chi lavora in un settore che ha un giro d’affari di 60 miliardi, di cui due terzi realizzati all’estero, e che impiega un milione di persone”.

Ugualmente importante per Renzi è uscire dalla logica del campanile e, nella fattispecie, della rivalità tra le città, Roma, Milano e Firenze: “Occorre evitare che le divisioni impediscano un progetto Paese: oggi sappiamo che o giochiamo insieme una partita Italia o portano via tutti, nessuno si salva da solo. La globalizzazione consente che il tricolore dispieghi la sua bellezza, ma bisogna uscire dalle piccole ripicche e dai dispetti”.

“Io sono convinto – ha concluso – che da qui ai prossimi dieci anni smentiremo i profeti di sventura, quelli che vanno ripetendo ‘faremo la fine della Grecia’. A me piacerebbe che la nostra nazione non si preoccupasse di fare la fine della Grecia ma si proponesse di essere l’inizio di qualcosa di nuovo. Chi lavora nella moda lo sa, che solo innovando e sperimentando si riesce a stare sul mercato. Anche la curiosità ha il suo ruolo: bello sarà quando le amministrazioni locali e la politica riusciranno a stare sulla frontiera della curiosità e non nascosti nel museo delle cere della paura”.

m.b.

 

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