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Unindustria Como: cauto ottimismo con un occhio alla “Guerra dei dazi”

dicembre 6 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Como, News

La XXVII edizione dell’Osservatorio Distretto Tessile di Como si è concentrata sull’analisi dei bilanci delle imprese nel 2017 e su una lettura delle informazioni preliminari disponibili per l’anno in corso.

L’analisi di un campione altamente rappresentativo della realtà locale (150 imprese), realizzata dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, ha messo in luce una situazione di relativa stabilità del fatturato complessivo 2017 delle aziende monitorate (-0,2% la variazione tendenziale). Tuttavia, la stabilità del fatturato è sintesi di performance eterogenee, con una buona metà delle imprese del campione con fatturato in crescita, anche a due cifre, e la restante metà con fatturato in calo. La dispersione dei risultati è visibile anche tra i comparti di specializzazione, con una contrazione dei ricavi di vendita più accentuata per torciture e tessiture, e una situazione molto polarizzata nei converter, che vede imprese medio-grandi in crescita e piccole imprese più in difficoltà. In crescita moderata le tinto-stamperie, anche in termini di margini e redditività, a fronte di una situazione finanziaria meno brillante per il campione complessivo. L’aumento generalizzato dei costi che ha caratterizzato il 2017, infatti, si è traslato in una lieve erosione della marginalità e della redditività operativa.

Per quanto concerne il 2018, l’inchiesta congiunturale sulla tessitura serica italiana, condotta da Sistema Moda Italia e dal Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como, ha evidenziato una crescita del fatturato pari al 4,8% nel primo semestre, pur in presenza di una stazionarietà dei quantitativi venduti. Il tessuto per abbigliamento femminile, che rappresenta la componente prevalente, ha fatto registrare un incremento di poco inferiore al 5%. L’accessorio tessile (foulards, scialli, sciarpe, stole, parei, bandane, ecc.) si è confermato il più dinamico, con una crescita del 7,5%. La cravatteria ha chiuso il periodo con un dato solo leggermente positivo (+1,3%), che sopraggiunge, però, dopo una lunga serie di trimestri sfavorevoli.

Le informazioni preliminari disponibili per la seconda parte dell’anno suggeriscono una evoluzione ancora positiva del fatturato distrettuale nel terzo trimestre 2018.

Il Distretto Tessile Comasco, pertanto, conferma la sua capacità di stare efficacemente sui mercati globali e di affrontare la competizione internazionale.

Tuttavia, la situazione complessivamente favorevole resta l’esito di dinamiche fortemente diversificate all’interno della filiera. In primo luogo, ancor più che nel 2017, si sta verificando la coesistenza di aziende in forte espansione e di aziende che perdono quote di mercato, a parità di tipologia produttiva. In secondo luogo, lo sviluppo del fatturato distrettuale è sostenuto, più che altro, dal successo del tessuto stampato, mentre il tessuto tinto in filo ed il tessuto tinto in pezza stanno subendo una caduta di attenzione da parte del mondo dello stile.

Lo scenario per i prossimi mesi resta positivo, sebbene in un quadro di rallentamento dell’economia mondiale e denso di rischi: dal protezionismo a Brexit, agli sfidanti appuntamenti in calendario in Europa. Le imprese del tessile italiano, settore che rimane tra i principali in Europa, potranno approfittare di una domanda mondiale dei prodotti moda di alta gamma che, secondo le stime Intesa Sanpaolo, potrà raggiungere, nel 2021, un livello di circa 42 miliardi di dollari superiore a quello del 2016.

Nella parte conclusiva della riunione gli imprenditori comaschi hanno potuto dialogare con Marino Vago, Presidente di Sistema Moda Italia, sui grandi temi che la filiera ritiene decisivi per il proprio futuro: la tracciabilità, la riforma delle regole d’origine PanEuroMed, il controllo del mercato a fronte di forniture non a norma, la sostenibilità, la difesa del Made in Italy e la sua promozione nel mondo.

 

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