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“’La filiera tessile ‘sorvegliata speciale’ per la tenuta dell’economia locale”

dicembre 21 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

“Sarebbe stato bello festeggiare il nostro centenario in un anno più sereno; invece ci è toccato questo 2012, anno di transizione caratterizzato da molte turbolenze”: così il presidente dell’Unione Industriale Pratese Andrea Cavicchi ha commentato la chiusura delle celebrazioni dei 100 anni dalla fondazione dell’associazione.

Assieme al presidente del Comitato d’onore delle celebrazioni del centenario Antonio Lucchesi, Cavicchi ha chiuso l’anno in uno scenario da “ritorno alle origini”, quel Palazzo Vaj che fu la prima sede ufficiale dell’Unione. Il brindisi con i soci e con alcuni ospiti delle istituzioni locali è stato anche l’occasione per fare il punto sulla situazione del distretto.

“Quello che stiamo vivendo è un momento di transizione: una transizione difficile che porta con sé squilibri che dovranno essere ricomposti.” ha detto Cavicchi “Prato paga un prezzo alto per la bassa competitività del sistema produttivo italiano, a sua volta conseguenza di politiche sbagliate. Un esempio per tutti: i costi energetici. Il 2012 ha comportato per le aziende pratesi forti utilizzatrici di energia elettrica e gas metano incrementi rispettivamente del 20% e del 40%. Ma un’altra criticità importante, che va ben al di là del distretto, è il credito; se a questo si aggiunge un carico fiscale abnorme, si capisce bene perché molte aziende siano in affanno. La nostra preoccupazione principale riguarda la filiera tessile: le lavorazioni sono duramente colpite da questa situazione, mentre le aziende che si interfacciano col mercato trovano un quadro italiano all’insegna del totale ristagno e un estero che va meglio ma con dinamiche complesse che richiedono grandi sforzi per collocare i prodotti. Costi ed investimenti delle nostre imprese debbono trovare nel ciclo produttivo e di mercato del settore moda una loro congrua collocazione, che garantiscano la sopravvivenza dell’intera filiera. I risultati molto positivi (è notizia di oggi) di alcuni grandi gruppi italiani della moda sono un segnale che questa possibilità è percorribile.”

Cavicchi ha ricordato che proprio la filiera tessile è oggetto di un monitoraggio volto fare il punto sulla capacità produttiva dei singoli segmenti e ad evidenziare punti di particolare criticità.

“Naturalmente non dobbiamo guardare solo al tessile e alla moda.” ha concluso Cavicchi “E’ importante che a Prato si sviluppino anche altri settori e si realizzino investimenti provenienti anche dall’esterno: il lavoro che il Gruppo Giovani sta facendo con la Provincia sul marketing territoriale va in questa direzione ed è molto prezioso. Tuttavia la ‘sorvegliata speciale’ ai fini della tenuta dell’economia pratese è e deve essere la filiera tessile: senza di questa non ci sarà la possibilità di intercettare nessuna ripresa, costituendo un problema per l’intero sistema moda, pratese e non.”

 

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