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47a edizione di Filo: il bilancio è ottimo

marzo 8 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, News

La 47ª edizione di Filo, salone internazionale dei filati e delle fibre, si è chiusa in un clima positivo, con un numero di visitatori in netta crescita: +14% sulla edizione primaverile del 2016.

Paolo Monfermoso, responsabile Filo, ha così commentato i due giorni di fiera: “La 47ª edizione di Filo si è chiusa con ottimi risultati. L’affluenza dei buyer superiore alle attese conferma che le nostre scelte organizzative, seguite all’evoluzione del calendario fieristico del settore tessile-abbigliamento, rispondono alle reali esigenze delle aziende, sia quelle espositrici, sia quelle visitatrici. L’aumento dei visitatori stranieri, poi, è significativo perché riflette, da una parte, il ruolo che Filo ha assunto a livello internazionale e, dall’altra, l’interesse che le produzioni d’eccellenza delle nostre aziende espositrici riscuotono in tutto il mondo. Ne è una ulteriore riprova la soddisfazione sempre maggiore per gli incontri tra gli espositori e la delegazione di buyer esteri promossa da Filo in collaborazione con Ice-Agenzia e che in questa edizione era composta da operatori provenienti da Giappone, Corea, India, Stati Uniti, Francia, Belgio, Gran Bretagna, Spagna e Turchia”.
La 48ª edizione di Filo si svolge il 27-28 settembre 2017, al Palazzo delle Stelline di Milano.

Il ruolo della manifattura alla inaugurazione della 47a edizione di Filo

L’inaugurazione ufficiale della 47a edizione di Filo è avvenuta nel contesto del convegno “Filo 4.0”, organizzato da Filo in collaborazione con Ice-Agenzia e Sistema Moda Italia. Carlo Piacenza, presidente dell’Unione Industriale Biellese, ha sottolineato che: “Il piano Industria 4.0: è un progetto che darà importanza all’industria manifatturiera italiana, e di questo dobbiamo ringraziare il ministro Calenda. Il manifatturiero dovrebbe ottenere maggior riconoscimento anche in Europa, a partire dall’etichetta “made in” e dalla tracciabilità delle produzioni, una questione di particolare valore per i filati”.

Il tema della manifattura è stato ripreso anche da Cristina Tajani, assessore alle Politiche per il lavoro, sviluppo economico, moda e design del comune di Milano: “Il comune di Milano vuole ripensare la città come piattaforma produttiva non solo di servizi e per questo, soprattutto attraverso le fiere che vi si svolgono, si mette a disposizione dei territori dove la manifattura è ancora molto presente. Per quanto riguarda il sistema del tessile e dell’abbigliamento, per Milano è cruciale “ricostruire” tutta la filiera nella sua interezza, con gli eventi della moda, le fiere dei tessuti e dei filati”.
Mauro Chezzi di Sistema Moda Italia ha ribadito l’importanza del settore: “Nel 2016 il valore della produzione tessile-abbigliamento è stato di 53 miliardi, che rappresentano il 10% del valore aggiunto di tutto il manifatturiero italiano. Il tessile-abbigliamento è parte integrante del tradizionale modello di sviluppo del manifatturiero italiano, capace di anticipare le aspettative del consumatore. Per questo la rivoluzione di Industria 4.0 non ci coglie alla sprovvista. E ci aspettiamo che produca importanti benefici, soprattutto per le aziende di piccola dimensione, come spesso sono quelle tessili”.
Nel suo messaggio per l’inaugurazione della 47a edizione di Filo, il sottosegretario allo Sviluppo economico Ivan Scalfarotto ha ricordato “la ricchezza della nostra filiera della moda e l’unicità di un sistema paese in grado di produrre eccellenze nel campo dei filati, dei tessuti e delle confezioni, per tacere del mondo dell’accessorio e di quant’altro ha a che fare con l’eleganza. E mi pare foriero di buone prospettive il consolidamento del rapporto tra Filo, Ice Agenzia e Sistema Moda Italia, unita alla conferma della vocazione internazionale del settore”.

Filo 4.0: innovare per crescere

Al centro del dibattito del convegno “Filo 4.0”, organizzato da Filo in collaborazione con Ice-Agenzia e Sistema Moda Italia, sono state innovazione e digitalizzazione come fattori chiave per la crescita delle aziende. È un tema su cui Filo insiste da tempo e che è stato sviluppato dai relatori anche attraverso esempi concreti.

Nel suo intervento di apertura Marinella Loddo, direttore dell’ufficio di Milano di Ice-Agenzia, ha ribadito come “L’innovazione non sia più un’opzione, ma un obbligo per le imprese italiane”. Mentre Giuseppe Schirone di Prometeia ha tracciato un quadro dettagliato dell’impatto delle innovazioni nella storia della manifattura concludendo che “Nella produzione industriale le nuove tecnologie stanno promuovendo cambiamenti che vanno ben oltre la «semplice» automazione dei processi”. Samuele Sarotto di Miroglio Textile ha invece illustrato con efficacia il percorso di innovazione intrapreso da Miroglio, anche come risposta alla crisi economica del 2008. Nel periodo 2013-2016 l’azienda ha attuato un piano di investimenti di 26 milioni di euro, che ha permesso di rinnovare il parco macchine e migliorare nettamente tutto il ciclo produttivo. Il risultato è una produzione annua di 100mila metri di tessuti stampati con tecnologia digitale, che consente di rispondere con più accuratezza e tempestività alle richieste dei clienti (i tempi di consegna sono passati da un mese a una settimana), ma anche di risparmiare energia e risorse naturali, a partire dall’acqua.
A concludere il convegno è stato l’intervento di Jung Jong Woo, presidente di RePlain, marchio della moda coreana. Jung Jong Woo ha spiegato come negli anni scorsi il mercato coreano fosse polarizzato tra i grandi marchi internazionali del lusso e le proposte a basso costo, ma anche di scarsa qualità. Oggi, il consumatore coreano è invece alla ricerca di capi caratterizzati da un ottimo rapporto qualità-prezzo: è un fenomeno partito dalle vendite on-line e via tv (un canale di vendita molto importante per la Corea) che si sta gradualmente espandendo anche ai department store e alle catene di negozi. La maggiore consapevolezza del consumatore ha portato a dare sempre più attenzione ai materiali con cui vengono realizzati i capi. “Basti pensare – ha concluso Woo – che fino al 2014 So.Wool, il private brand di Gs Home Shopping (il più importante canale tv coreano dedicato alle televendite) vendeva prodotti di maglieria realizzati con filati di cashmere cinese a basso costo. Nel 2015 So.Wool ha introdotto alcuni capi fatti con filati italiani: hanno avuto un grande successo, tanto che nel 2016 tutti e tre i principali canali di televendite hanno inserito nelle collezioni delle loro private labels capi in maglieria realizzati con filati di cashmere 100% italiani. Noi di RePlain utilizziamo filati italiani per i nostri capi di maglieria, e lo indichiamo esplicitamente sulle etichette perché per il consumatore coreano i materiali italiani sono sinonimo di qualità”.

La 47a edizione di Filo nelle parole degli espositori

Al termine della 47a edizione di Filo abbiamo raccolto i commenti a caldo di alcuni espositori. Tutti confermano la soddisfazione per il lavoro svolto nei due giorni di fiera.

Roberto Rimoldi di Filatura Luisa: “È stata un’edizione positiva della fiera, con un ottimo afflusso di clienti, dovuto anche all’aumento degli espositori. E ritengo che sia la strada giusta perché aumentare le aziende espositrici significa rendere sempre più interessante la visita a Filo. Così come è giusto il posizionamento nel calendario: dobbiamo conformarci ai mutamenti decisi delle fiere a valle”.

Paola Rossi di Zegna Baruffa Lane Borgosesia: “Il nostro giudizio sui due giorni di Filo è estremamente positivo. Abbiamo visto un afflusso molto vivace di visitatori, non solo nel nostro stand: l’Area Tendenze è stata affollata di visitatori in ogni momento delle due giornate. Per quanto ci riguarda, abbiamo ricevuto la visita di molti clienti, italiani e stranieri. Tra questi ultimi, molti dal Giappone, dalla Corea e dalla Gran Bretagna. Ottimi risultati ha dato anche il sistema di appuntamenti con i buyer stranieri che componevano la delegazione promossa da Filo e Ice-Agenzia. Dall’Italia sono arrivati buyer molto qualificati di importanti tessiture. Tra i prodotti più apprezzati, Mousse, che ha una bella cartella colori in versione melange e jaspé”.

Vincenzo Caneparo di Davifil: “Siamo molto soddisfatti di questa edizione di Filo. Abbiamo avuto ancora più visitatori rispetto alla passata edizione, che già aveva segnato un record di afflussi per la nostra azienda. La crescita di visitatori è stata uniforme, per italiani e stranieri. Da sottolineare anche il fatto che l’aumento del numero non ha portato a un abbassamento della qualità dei buyer, che è rimasta sul livello alto tipico di Filo. L’ottimo andamento di questa edizione dà ragione agli organizzatori sulla scelta delle date. Davifil propone una gamma molto ampia di filati, che possono rispondere alle esigenze dei clienti più diversi”.

Gianni Fantini di Tollegno 1900: “Siamo soddisfatti dell’andamento di questa edizione di Filo. Abbiamo ricevuto molte visite, soprattutto di buyer italiani. In queste nostre due prime stagioni di partecipazione a Filo abbiamo realizzato una buona semina, i cui frutti pensiamo di raccogliere nelle prossime edizioni. Particolarmente apprezzati dai buyer sono state le nostre mischie di fibre naturali con fibre tecniche, come Tencel o siliconati, che danno ai prodotti caratteristiche uniche”.

Giudizio positivo anche da Francesco Della Porta di Pozzi Electa: “Siamo molto soddisfatti, abbiamo registrato una buona partecipazione dei buyer, qualificati e concreti. Abbiamo incontrato più buyer italiani che stranieri perché la nostra è una produzione totalmente made in Italy, e la nostra produzione è realizzata integralmente con energia autoprodotta (fotovoltaico e idroelettrico). Abbiamo studiato una collezione a temi, molto apprezzata dai clienti”.

Paola Aglietta di Italfil: “L’affluenza dei visitatori è stata vivace nei due giorni di Filo, in linea con l’interesse suscitato dai prodotti destinati alla stagione invernale. I buyer si sono dimostrati anche molto qualificati con un reale interesse non solo per i nostri filati ormai consolidati, ma anche per i nostri nuovi prodotti più tecnici, studiati per il mercato dello sport attivo e che garantiscono comfort e facile manutenzione. D’altra parte, la nostra azienda ha fatto notevoli investimenti su tecnologie che hanno permesso di sviluppare nuove mischie e un rinnovamento completo della gamma colori”.

Giovanni Marchi di Marchi e Fildi: “Il bilancio di questa edizione è nettamente positivo. Abbiamo visto molti clienti, consolidati e nuovi, soprattutto italiani. I buyer hanno dimostrato interesse per tutte le nostre proposte dalle più classiche agli articoli di ricerca. Delle nuove proposte, hanno suscitato interesse i nostri filati che si rivolgono a una fascia più alta di mercato. D’altra parte, la nostra azienda privilegia il servizio come ricerca costante del prodotto, ma anche come meticolosa organizzazione delle tecniche e delle strutture commerciali, cerchiamo così di soddisfare il cliente a 360 gradi”.

Anna Mello Rella di Tintoria di Quaregna: “Filo è una fiera molto interessante, molto organizzata, concreta, professionale. Il livello dei visitatori è alto e hanno dimostrato grande attenzione alle nostre proposte”.

Davide Marcante di Südwollegroup-Safil: “Edizione decisamente positiva, con una buona affluenza di buyer, molto interessati ai nostri prodotti, soprattutto quelli frutto di ricerca. La nuova struttura del gruppo comporta nuove sfide, ma anche la possibilità di offrire ai clienti una vasta produzione nel campo dei filati”.

Alberto Enoch e Alex Zanuto di Servizi e Seta: “Bilancio estremamente positivo, abbiamo avuto un numero di visite superiore anche allo scorso anno. Resta una presenza di buyer italiani decisamente superiore a quella degli stranieri, tutti però molto qualificati. Tra i prodotti che abbiamo presentato, particolare interesse hanno ricevuto le nostre sete”.

Maurizio Pellati di Filatura Papi Fabio: “Siamo molto soddisfatti, la presenza di visitatori è stata costante. La proporzione tra buyer italiani e stranieri è di 65% e 35%. Tra i prodotti, sono piaciuti molto i misti cashmere, uno dei nostri punti di forza”.

Chiara Bianchi Maiocchi di Lanecardate: “Per noi è stato un ritorno a Filo ed è stato un ritorno molto positivo. Abbiamo lavorato bene in entrambi i giorni della fiera, con un 40% di buyer stranieri e 60% di italiani. Particolarmente apprezzati i prodotti di alta gamma”.

 

 

 

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