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Birmania: il Governo promette un salario minimo a partire dall’estate

marzo 31 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Il Governo birmano starebbe attualmente lavorando all’introduzione di un salario minimo, e al lancio di una forma di previdenza sociale. Lo ha comunicato il sindacato IndustriAll Global, al termine degli incontri che ha avuto con il Governo stesso.

“I salari nell’industria e nelle miniere del Myanmar variano di solito tra i 56 e i 189 euro al mese”, ha ricordato il sindacato. “Il Governo sta attualmente cercando di istituire un salario minimo e spera di riuscirci da questa primavera”.

I colloqui con il Governo birmano fanno seguito a una serie di agitazioni sindacali che hanno interessato molti impianti di produzione di grandi dimensioni. Il ruolo sociale dei sindacati non è ancora stato costruito veramente in questa nazione asiatica, in cui nel 2012 la creazione di questo tipo di formazioni era ancora vietata.

L’eventuale istituzione di un salario minimo è un provvedimento al quale il mondo produttivo sta guardando con grande interesse, tenendolo monitorato con grande attenzione, visto che la Birmania, con i suoi salari bassissimi, è candidata a diventare un nuovo eldorado della produzione a costi più convenienti. Nel 2014, la Birmania ha usufruito di 5 miliardi di dollari di investimenti stranieri, superando così le proiezioni per il 2015.

Nel 2014, il Paese asiatico ha esportato 1,7 miliardi di dollari di abbigliamento, raddoppiando così la cifra del 2012, secondo la Myanmar Garment Manufacturers Association. Nel giugno scorso, il gruppo statunitense Gap si è definito orgoglioso e lieto di essere il primo marchio americano a produrre del Made in Birmania.

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