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Boom dell’export: l’impero della seta torna a decollare

giugno 15 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Como, News

Il fatturato cresce dell’11,7%

Dopo anni di magre, il settore ricomincia a volare. Massimo Trabattoni, vicepresidente del gruppo Filiera Tessile di Confindustria Como: “Il 2011 si è rivelato un anno molto soddisfacente”

C’è voglia di seta nel mondo della moda dove dopo anni di vacche magre, anzi magrissime torna a volare il dato dell’export delle aziende Lariane. «Il 2011 si è rivelato un anno molto soddisfacente per il tessile di Como – ha spiegato Massimo Trabattoni, vicepresidente del gruppo Filiera Tessile di Confindustria Como – capace di proseguire lungo il sentiero di crescita che aveva preso il via già nel 2010».

Un’affermazione in controtendenza rispetto al panorama nazionale dove il comparto tessile, che l’anno scorso aveva registrato un lusinghiero + 5% sull’export, nei primi sei mesi dell’anno complice la crisi è tornato ai livelli di fatturato del 2010. «I dati del primo trimestre testimoniano una crescita – puntualizza Trabattoni che è anche amministratore di Oltolina e Manifatture Valbrembana – che dovrebbe trovare conferma anche sulle proiezioni di giugno. Merito della qualità espressa dalle nostre aziende che stanno consolidando la loro posizione sui nuovi mercati del lusso, in particolare la Cina». Grazie alla performance del distretto comasco l’Italia si conferma il secondo esportatore mondiale di seta, con un incremento di fatturato dell’11,7% nel 2011, mentre l’export è cresciuto del 9,1%.

«Sulla base dei dati diffusi lo scorso 12 giugno dall’Istat e relativi al primo trimestre 2012 – riassume Cecilia Gilodi, responsabile del centro studi di Sistema Moda Italia – la tessitura serica si è mantenuta in crescita, registrando un risultato particolarmente brillante soprattutto se confrontato con le altre tipologie di tessuto. L’export è cresciuto del 12,5% rispetto al primo trimestre 2011 e le vendite estere di tessuto in pura seta sono salite del 9,7%, mentre il tessuto serico si attesta ad un più 14,2%». La seta made in Lario tira su tutti i mercati: dalla Francia, che rimane il primo mercato per il Lario (+13,3%), alla Germania (+5,1%) e soprattutto la Cina (+16,5%). Se per il tessile italiano l’Impero Celeste è il 13° mercato di sbocco per il distretto comasco è addirittura l’ottavo.

Unica nota stonata la Spagna dove, causa crisi, le esportazioni hanno fatto registrare un -13,4%. «Abbiamo notato che la Svizzera è divenuta la prima destinazione per l’abbigliamento esportatodalla provincia di Como – sottolinea Trabattoni – indice di un transito logistico-commerciale che dovrebbe far riflettere sulla necessità di introdurre quelle riforme che le nostre imprese chiedono da tempo. È sempre più difficile restare competitivi con la tassazione più alta d’Europa, un costo del lavoro alle stelle con il paradosso che i nostri sono i lavoratori con la busta paga più leggera e il costo dell’energia di 4/5 punti percentuali più alto che altrove». Anche per questa ragione nel distretto della seta si assume sempre meno.

«In parte per questo in parte perché non si trovano più le figure professionali adatte – conclude Mario Frigerio, direttore dell’area tecnica – mancano i chimici, i disegnatori le persone in grado di occuparsi dei processi di stampa. Abbiamo provato in tutti i modi, avvicinando i ragazzi in seconda media per convincerli a iscriversi al Setificio ma preferiscono altri indirizzi. Pensare che un buon tecnico arriva a guadagnare il doppio già come primo contratto d’impiego».

( da il Giorno – Como)

 

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