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Capasa (CNMI): export in salita nel 2017

maggio 26 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

In occasione del “Luxury Summit” organizzato da “Il Sole 24 Ore”, il Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana ha tracciato uno stato dell’arte della situazione del lusso italiano, con particolare riferimento all’export.

L’export dell’intero settore moda italiano (tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature) nel 2016 ha superato quota 48 miliardi di euro, con un +1,3% sul 2015. Le previsioni della Camera della Moda per il primo semestre dell’anno sono di un +1,4%.

“Nel 2016 abbiamo realizzato il 41% lordo in Europa di oggetti di lusso e il 35% netto. Al secondo posto c’è la Germania, con l’11%, seguita dalla Spagna con il 10%, dalla Francia con l’8% e dalla Gran Bretagna con il 7%. In pratica vantiamo 30 punti di vantaggio. Questo è un primato che va mantenuto e ciò significa accogliere sfide quali la digitalizzazione e la sostenibilità”, ha dichiarato Capasa. “Abbiamo il primato europeo nella produzione di beni lusso. Meglio di noi fa solo la Cina, che però produce a prezzi inferiori; è un altro target”.

Capasa ha quindi evidenziato i principali dati del settore sul fronte extra-europeo: “Le esportazioni verso gli Stati Uniti, che l’anno scorso erano diminuite del 4,5%, nei primi due mesi del 2017 hanno registrato un ribasso dello 0,2, invece le vendite verso la Cina sono aumentate del 4,2%, dopo il -0,9% segnato l’anno scorso. Sono andate bene le vendite verso il Giappone, salite del 5,8% e anche quelle verso Hong Kong, migliorate dell’8,6%”. In ripresa anche la Russia, che l’anno scorso ha chiuso a +8%, anche se il dato va ponderato perché il Paese viene da molti anni di segno meno.

Tornando sul tema delle sfide poste al sistema moda Capasa ha sottolineato: “Abbiamo voluto creare una sostenibilità italiana, di sistema. Andiamo a misurare la sostenibilità, lo faremo su produzione, retail, su tutta la filiera”. A questo proposito, il Presidente SMI e Confindustria Moda Claudio Marenzi, intervenuto al summit, ha aggiunto: “Non solo tracciamo il percorso di un capo ma ne valutiamo il consumo energetico cercando di diminuire questi consumi. La tracciabilità di un capo e l’economia circolare sono due temi molto importanti. I millennials sono sensibili alla sostenibilità ma anche ai prezzi. Tuttavia la sostenibilità ha un prezzo. Serve un’attività di sensibilizzazione e comunicazione su questo tema”.

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