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Comparto moda: fatturato in calo, il saldo commerciale cresce ma si perderanno più di 16.000 posti di lavoro

ottobre 11 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Carpi, Como, News, Prato

Ricerca SMI/Università Carlo Cattaneo-LIUC su preconsuntivo 2012 del Tessile-Moda

Nel 2013 le possibili riprese di fatturato, export e occupazione hanno come condizione che vengano adottate politiche pubbliche di sostegno alla competitività delle imprese del settore, tramite il contenimento dei costi

Milano, 11 Ottobre 2012 – Sistema Moda Italia, sulla base di previsioni effettuate in collaborazione con il Prof. Serati, Associato di Politica Economica presso l’Università Carlo Cattaneo – LIUC,  prevede che, nel 2012, l’industria del Tessile-Moda nazionale registrerà un fatturato in calo di almeno il -4,4%, portandolo a poco meno di 50,5 miliardi di euro (contro i 52,8 miliardi di euro del 2011). Ciò, soprattutto, in conseguenza del calo del -3,3% del mercato interno.

Le stime iniziali, vista l’eccezionale turbolenza di questi ultimi mesi, sono state riviste sulla base delle valutazioni di un rappresentativo panel di aziende associate alla Federazione.

I risultati del modello previsivo presentano un ‘segno negativo’ non solo del fatturato, ma anche di tutte le altre principali variabili economiche con cui si contabilizza l’andamento del settore Tessile-Moda. Unica eccezione è costituita dalle esportazioni (+0,7%), che – pur senza brillare, soprattutto a causa del ripiegamento delle vendite dirette nella Unione Europea – resteranno interessate da una dinamica positiva.

In particolare, l’export è stimato, nei dodici mesi, a circa 27,1 miliardi di euro, mentre l’import evidenzia, dopo un biennio di crescite molto sostenute, una contrazione del -7,3%, restando, comunque, su livelli superiori ai 18,8 miliardi di euro. A fronte delle suddette stime relative al commercio con l’estero, il saldo commerciale presenterà un deciso miglioramento (+25,5% rispetto al 2011), corrispondente a oltre 1,6 miliardi di euro, superando così gli 8,2 miliardi di euro.

Peraltro, anche nel 2012 non si interromperà il ridimensionamento del settore in termini di aziende attive ed occupati. Le prime sono attese calare del -2,5% (ovvero di quasi 1.300 unità), mentre con riferimento agli addetti la contrazione prevista è di 16.088 posti di lavoro (-3,6%).

Un calo – commenta Michele Tronconi, Presidente di Sistema Moda Italia – per dimensione e drammaticità sociale pari alla ipotetica sommatoria della perdita di 2 ILVA, che si aggiunge ai circa 70.000 posti di lavoro persi dal 2006 al 2011. Ciò nonostante, il settore ha contribuito e contribuisce in maniera significativa al pagamento della bolletta petrolifera, a tener alta la bandiera del made in Italy nel mondo e a dare lavoro a oltre 430.000 addetti.”.

Lo studio, in coerenza con le previsioni di accreditate istituzioni internazionali e del Governo italiano, per l’anno prossimo profila una possibile ripresa, qualora si riuscisse a realizzare un effettivo contenimento dei costi di produzione.

Se vero recupero ci potrà essere - conclude Michele Tronconiciò dipenderà da quanto si farà in termini di politica economica per contenere i costi di produzione, in primis sul fronte energetico. Un importante contributo potrà venire anche dall’accordo sulla produttività e dalle sue possibili ricadute sul rinnovo del contratto nazionale di categoria”.

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