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Comune e Industriali in sinergia per affrontare i temi dell’Europa

ottobre 5 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Europa, problemi aperti e opportunità da cogliere:iniziative recenti e dell’immediato futuro nelle agende del Comune di Prato e dell’Unione Industriale Pratese. Lo studio commissionato dal Comune di Prato all’Istituto Buzzi sui regolamenti sui trattamenti chimici del tessile nelle maggiori aree economiche del mondo

Tutta all’insegna dell’Europa la conferenza stampa tenuta oggi congiuntamente dal presidente dell’Unione Industriale Pratese Andrea Cavicchi e dall’assessore alle Politiche europee del Comune (oltre che vicepresidente di ACTE, l’associazione dei comuni tessili europei) Giorgio Silli.

Le occasioni d’attualità erano fondamentalmente due: i recenti incontri a Bruxelles avuti da Andrea Cavicchi e l’imminente visita che l’assessore Silli e lo stesso Cavicchi faranno al CETI – Centro Europeo dei Tessuti Innovativi che sta avviando la sua attività in Francia, a Tourcoing.

“Lo scorso 2 ottobre si sono svolti al Parlamento europeo due eventi entrambi di grande interesse” spiega Cavicchi “La giornata iniziale del convegno ‘Techitaly- L’innovazione Industriale come motore per la crescita europea’ e un incontro sul manifatturiero promosso dai parlamentari Gianluca Susta e Patrizia Toia, rispettivamente membro del Comitato commercio internazionale e vice presidente del Comitato industria, ricerca ed energia. Sono state occasioni preziose per stabilire e rafforzare, anche con il supporto dei funzionari dell’ufficio europeo di Confindustria, la rete relazionale che abbiamo a Bruxelles: dai parlamentari italiani e stranieri che abbiamo incontrato al vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, oltre al presidente di Confindustria Squinzi. Di grande livello gli interventi, aperti dal presidente Barroso. Chiari i messaggi che sono emersi: comincia ad essere avvertito con nettezza il pericolo della deindustrializzazione dell’Europa, quindi diventano di attualità per il Parlamento europeo temi come la competitività dei territori, le asimmetrie nei rapporti commerciali con paesi extraeuropei, la tutela dei brevetti, la necessità di armonizzare il fisco (è stata citata anche l’anomalia-Irap) e i costi di produzione inclusa ovviamente l’energia. Anche di questo parlerò nel mio intervento al Forum Pmi, il prossimo 12 ottobre. Prato deve potenziare i suoi canali di comunicazione con le istituzioni europee: sappiamo bene i problemi che ci sono, a cominciare dall’incagliamento del dossier made in, ma occorre essere propositivi, lavorare per coltivare relazioni, promuovere richieste ed elaborare progetti. L’innovazione deve essere un polo di riferimento essenziale: anche per questo il viaggio al CETI, struttura che si prospetta esemplare per chiarezza di finalità e impostazione progettuale, potrà essere una preziosa occasione di ripensamento su ciò che possiamo fare anche noi, in Italia e a Prato.”

“In occasione dell’apertura del CETI e nell’ambito del progetto PLUSTEX (v. nota allegata), Lille Metropole insieme al Comune di Prato e alla Fondazione Museo del Tessuto di Prato organizzano un seminario per lo scambio di buone pratiche in tema di promozione delle start up” aggiunge l’assessore Silli “Ma non si tratterà solo di un’opportunità per imparare: il nostro scopo è anche valorizzare le nostre eccellenze e a tale scopo abbiamo promosso la partecipazione di Next Technology Tecnotessile, come esempio di buone pratiche in tema di ricerca, sviluppo e innovazione. L’impegno di ACTE, del Comune di Prato e mio personale comunque non si limita a questo: nell’ultima assemblea di ACTE ho insistito fortemente sulla centralità del tema occupazione nel tessile e sul legame diretto che questa ha con la qualificazione dei territori e con le regole della globalizzazione, attualmente caratterizzate da alcune gravi storture che compromettono la competitività delle imprese europee del settore. Fra queste, le barriere doganali indirette legate ai regolamenti sui trattamenti chimici nelle più importanti aree del mondo. A questo proposito informo sugli esiti di uno studio commissionato dal Comune di Prato al professor Giuseppe Bartolini dell’Istituto Buzzi ed avente per oggetto “ Il Commercio internazionale dei prodotti del tessile/abbigliamento ed i regolamenti sui trattamenti chimici nelle maggiori aree economiche del mondo”. La sintesi dello studio è chiara (v. tabella allegata): non vi è alcuna simmetria né reciprocità per quanto riguarda i parametri e le regole applicate dai diversi paesi. Cina e la Corea del Sud, in particolare, adottano i  valori più elevati a livello internazionale, più alti anche di quelli europei, per i parametri che hanno un impatto importante per la salute. Inoltre questi stessi paesi hanno inserito nei loro regolamenti altri parametri (gli ultimi cinque) che non hanno niente a che vedere con la salute delle persone ma che sono soltanto elementi di performance dei tessuti, con valori estremamente elevati. Tutto questo produce delle grandi difficoltà, in particolare per le piccole imprese che vogliono esportare e configura, nell’insieme, un sistema di barriere doganali indirette, e quindi asimmetria nelle regole e mancanza di reciprocità.”

 

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