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Congiuntura Tessile-Abbigliamento a Prato: regna ancora l’incertezza

luglio 13 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

I dati quantitativi disponibili per i primi mesi del 2012 sembrano indicare una sostanziale tenuta del distretto in ordine ai volumi produttivi.

L’export tessile del primo trimestre del 2012 ha registrato una leggera variazione positiva complessiva (+1,3%) rispetto al corrispondente periodo del 2011. Ancora bene l’export dei filati (+3,2%) e in recupero quello dei tessuti speciali (anch’esso + 3,2%) che compensano la piccola variazione negativa del più ampio settore dei tessuti tradizionali (-0,4%). Per l’export del settore abbigliamento è da segnalare la flessione della maglieria e soprattutto, per la prima volta da molti anni, la leggera flessione delle confezioni (-3,1%).

Anche gli indicatori indiretti dei primi quattro mesi del 2012 si sono allineati o scostati di poco rispetto a quelli dei corrispondenti mesi del 2011: così è stato per gli scarichi idrici, per le ore lavorate, per i consumi di energia elettrica e di metano di significativi campioni di imprese.

Più negative le valutazioni e le aspettative degli imprenditori in ordine all’andamento del primo semestre. Nella rilevazione svolta a maggio da Unione Industriale Pratese, Camera di Commercio e Associazioni Artigiane, la lancetta del saldo ottimisti-pessimisti tra gli imprenditori dei settori distrettuali (tessile, abbigliamento, meccanotessile) si è spinta decisamente in basso, fermandosi a -36%.

“E’ difficile per un imprenditore esprimere valutazioni sul futuro in questo momento di grande incertezza, che ci viene anche comunicata dall’esterno. – commenta Carlo Longo, presidente della Camera di Commercio di Prato  – Il clima generale di grande pesantezza sicuramente influenza molto le aspettative, credo che sarebbe necessario cercare di superare questa fase di stallo per cercare di tornare propositivi. E’ importante che a tutti i livelli si apra una discussione sul futuro del manifatturiero, non possiamo più attendere”.

“Questa divaricazione tra dati sui volumi e valutazioni qualitative negative – commenta Andrea Tempestini, Vicepresidente dell’Unione Industriale con la delega per l’Area Studi, Credito e Fisco, – ci spinge ad aumentare la fase di ricognizione e monitoraggio delle “criticità reali” che le imprese stanno attraversando, al fine di elaborare e promuovere azioni più mirate e di conseguenza più efficaci. Certamente gli umori degli imprenditori sono molto appesantiti dal clima di incertezza interno e internazionale, dai vincoli e dalle condizioni di costo che attualmente gravano sulle aziende. Lavoreremo quindi per acquisire maggiori elementi per supportare con più forza la nostra azione associativa futura. Un tema delicato su cui stiamo già operando è quello del credito”.

“I dati delle ultime rilevazioni – dichiara Roberto Fabbri, presidente CNA Federmoda Prato – ci avevano illuso con dati in netto miglioramento ma come temevamo è stato un fuoco di paglia. Il conto terzi infatti segna il passo con dati negativi sia in assoluto sia se confrontati tanto con il consuntivo del semestre precedente che con le aspettative che gli stessi imprenditori avevano espresso solo 6 mesi fa. E’ il segnale di una situazione sempre più grave (confermato anche dalla continua moria di imprese) su cui occorre intervenire prontamente con interventi strutturali mirati alla riorganizzazione della filiera. Il rischio è che, se il trend continua così, con un passo in avanti e due indietro, presto la perdita di pezzi della filiera potrebbe segnare in maniera definitiva il futuro del nostro distretto.”

“Il dato che mi colpisce all’interno della solita fotografia ormai piena di note grigie – afferma Moreno Vignolini, vice presidente Confartigianato Prato – è la stabilità dell’occupazione che rimarca ancora una volta la necessità delle imprese artigiane ad avere manodopera specializzata al proprio interno. Per questo, sono disposte a sacrifici pur di non privarsi dei propri collaboratori. Continuano quindi ad essere le piccole imprese artigiane le strutture in grado di garantire una certa stabilità di occupazione. Difendiamo queste aziende, agevoliamo il credito anche con sistemi di valutazione diversi, ma che consentano di far andare avanti chi ne ha ancora le caratteristiche e i presupposti.”

 

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