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Consumi: prestazioni europee improntate a una certa contrazione

marzo 11 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Dopo un’annata 2012 complicata, il 2013 non è stato da meno, ma almeno ha mostrato un relativo miglioramento, a leggere fra le righe i dati del barometro di Eurelia, che svela i bilanci di 90 dei suoi marchi aderenti in otto Paesi europei.

Prima nota di ottimismo, e non piccola, viene dallo stop al crollo delle vendite in Spagna e in Portogallo. In Portogallo, innanzitutto, Eurelia sottolinea che il traffico nei negozi recupera vigore e che i volumi d’affari sembrano stabilizzarsi. Alla fine, la metà delle reti di punti vendita finisce l’anno 2013 con risultati leggermente positivi.

Il suo vicino spagnolo sta ancora vivendo una situazione tesa. Se i marchi aderenti alla federazione sembrano uscire meglio dal 2013 lo si deve anche ad una drastica riduzione delle reti. Ma il miglioramento della situazione delle aziende del settore è atteso soprattutto per il secondo semestre 2014.

Altra buona notizia è quella venuta dalla Germania. Dopo aver registrato dei cali nel 2011 e nel 2012, i brand del Paese di Goethe sono tornati a crescere l’anno scorso, grazie soprattutto al mese di dicembre, in cui l’attività è aumentata del 4%.

I loro vicini elvetici, con una stabilizzazione dell’attività, si mettono alle spalle gli anni difficili
(-4% nel 2012, e -6% nel 2011). In Belgio, i brand hanno ottenuto una progressione dell’1%, in linea coi loro ultimi due anni.

Ma i belgi hanno avuto un solo momento veramente positivo, il mese di luglio, con un incremento delle vendite addirittura del 14%. In Francia, come sottolineava Procos, le aziende del commercio specializzato hanno terminato con un -0,9%.

Due mercati sembrano complicati. Da un lato, la grande questione è quella rappresentata dal mercato italiano, il grande malato, che non sembra riuscire ad afferrare il treno della ripresa. «Colpite dalla crisi, le vendite hanno fatto su e giù lungo tutto il corso del 2013. Dopo un 1° semestre piuttosto incoraggiante, con vendite stabili, i nostri marchi hanno dovuto subire una frenata importante nel 2° semestre, con un mese di dicembre particolarmente amaro (-4%)», si può leggere nel bilancio. Alla fine, le aziende del Belpaese hanno conosciuto il terzo anno di calo consecutivo.

E poi la Polonia, dove le animazioni e le promozioni condotte con vivacità alla fine dell’anno non hanno permesso d’invertire la tendenza, malgrado delle progressioni del 3% registrate in novembre e dicembre. Il Paese dell’Est termina l’anno con segnali di rallentamento.

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