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Tessitura italiana: prima parte del 2012 con segni meno, ma non per tutto il comparto

settembre 13 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Como, News, Prato

In base ai dati forniti dal centro studi di Smi, la crisi non sta colpendo indistintamente l’industria tessile. Nei primi cinque mesi del 2012 le esportazioni di tessuti in lana hanno registrato un +1,3%, con il cardato che ha realizzato un +3,7%. La seta ha a sua volta messo a segno un +5,3%.
Le stoffe in lana pettinata si mantengono sui livelli di 12 mesi prima (-0,2%). Segni negativi per l’export di tessuti a maglia (-3,7%), delle proposte in cotone (-12,2%) e in lino (-13,4%).
A fronte di un complessivo -5% delle esportazioni, il periodo in esame vede le importazioni crollare del 24,5% (dato che riflette la debolezza della domanda interna). Il risultato è un saldo commerciale a cinque mesi di 929 milioni di euro, in netto miglioramento dai 793 milioni del 2012.
Analizzando più in dettaglio i flussi delle vendite all’estero, emerge un -6,6% nella Ue a 27 Paesi e un -3,2% extra Ue. La Germania è il primo cliente, seguita da Francia, Romania e Tunisia, mentre al quinto posto spicca la Cina (acquirente soprattutto di lana pettinata) e al sesto Hong Kong. Sul fronte import, la Repubblica Popolare è il maggiore fornitore, seguita da Turchia e Repubblica Ceca.
“Milano Unica – dicono i ricercatori di Smi – permetterà di disporre di nuovi elementi di valutazione relativamente alle prospettive di medio termine che si apriranno per la tessitura italiana”.

(da Fashion magazine)

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