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Filo n.45, il 18 gennaio la presentazione

dicembre 11 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Eventi, News

Presentazione della 45ª edizione di Filo: le prime due date

Fissate le prime due date di presentazione della 45ª edizione di Filo: si inizia con Biella il 18 gennaio 2016 e si prosegue con Milano il 19 gennaio 2016.

Il primo appuntamento per la presentazione della 45ª edizione di Filo è fissato a Biella, il 18 gennaio 2016 alle ore 10.30 presso l’Unione Industriale Biellese – sala Valetto (Via Torino 56). Il giorno successivo – 19 gennaio 2016 – la conferenza stampa si terrà invece a Milano al Palazzo delle Stelline (corso Magenta 61).

I due appuntamenti di Biella e Milano non esauriscono, però, l’attività di presentazione della 45 ª edizione di Filo: altri incontri sono in programma in altre città italiane e straniere. Sui prossimi numeri della FiloNewsLetter – e sul sito di Filo – pubblicheremo il calendario dei diversi momenti del road-show.

La 45 ª edizione di Filo è in programma nei giorni 2 e 3 marzo 2016 al Palazzo delle Stelline di Milano.

Filo n. 45: la ricerca nello stile ha mille facce

Il road-show di presentazione di Filo è pensato per comunicare in modo specifico mission, obiettivi e programmi della fiera agli espositori, alla stampa e più in generale a tutti gli operatori del settore tessile-abbigliamento. Nel corso della conferenza stampa, uno spazio importante e di particolare interesse è quello riservato all’illustrazione delle proposte sviluppo prodotto curate per Filo da Gianni Bologna.

Quali indicazioni di stile arriveranno in vista della 45ª edizione di Filo? Naturalmente, non vogliamo svelare prima del dovuto quanto elaborato da Gianni Bologna. Anche perché le proposte di sviluppo prodotto di Filo sono realizzate per essere uno strumento di lavoro e dunque solo partecipando direttamente alla presentazione se ne possono apprezzare fino in fondo gli aspetti più profondi e tecnici. Quel che si può dire è che l’attenzione si accentra su percorsi di ricerca più complessi, che permettono di dar conto di uno spirito dei tempi caratterizzato da una buona dose di superficialità, dove la grande qualità di materiali e design finisce spesso per essere utilizzata per dar vita a outfit estemporanei. E dove in fondo il compito più difficile che si presenta oggi a chi si occupa per professione di tessile-abbigliamento è realizzare “bei capi (o tessuti) di pessimo gusto”, come avrebbe detto Guido Gozzano.

Tempo di (pre)consuntivi per il sistema tessile-abbigliamento

L’industria italiana del tessile-moda chiuderà il 2015 con un fatturato in crescita, ma meno di quanto era stato ipotizzato a giugno 2015, secondo le stime elaborate da Sistema Moda Italia in collaborazione con l’università Carlo Cattaneo Liuc di Castellanza. A penalizzare il made in Italy nella seconda parte dell’anno è stato il netto peggioramento della situazione economico-politica internazionale.

Crisi greca, rallentamento della crescita in Cina, oscillazioni valutarie, più forte concorrenza e timori per nuovi attacchi terroristici hanno fatto sentire i loro effetti sul sistema tessile-abbigliamento italiano nel secondo semestre del 2015. Il giro d’affari a fine anno si attesterà così sui 52,6 miliardi, segnando un +1,1% sul 2014, che tuttavia è inferiore alle previsioni di metà anno.

Claudio Marenzi, presidente di Smi, ha infatti spiegato: “Abbiamo dovuto rivedere al ribasso le stime: l’anno dovrebbe chiudersi con uno scostamento di 2,7 punti percentuali di fatturato rispetto a quanto previsto lo scorso giugno. C’è stata la grande perdita della Russia, con un crollo del 32%, mentre la Cina, pur frenando, ha conservato un +9,5%”. Marenzi ha poi sottolineato: “Ottobre e novembre hanno dato segni di leggera ripresa e possiamo parlare di un velato ottimismo per il primo semestre 2016, così come siamo moderatamente positivi sull’intero anno».

Secondo le stime elaborate da Smi in collaborazione con l’università Carlo Cattaneo Liuc il primo semestre 2016 dovrebbe vedere un fatturato in crescita del 2,2%, con un +2,9% per le esportazioni.

Per quanto riguarda il consumo interno, nel 2015 la voce “consumo apparente” (che intercetta sia la domanda intrafiliera sia il sell-out) torna a rallentare con un -0,8% (25,7 miliardi di euro in valore), dopo il +0,3% del 2014, mentre per il primo semestre 2016 le attese sono di un +0,8%.

Patent box, una scelta per le aziende

Il patent box è realtà anche in Italia: entro fine anno le aziende possono comunicare all’Agenzia delle entrate la scelta del regime agevolato dei redditi derivanti dai beni immateriali: opere dell’ingegno, brevetti industriali, marchi, disegni, modelli know how.

L’agevolazione fiscale prevista dal patent box consiste in una parziale esenzione su Ires e Irap da applicare sui redditi derivanti dall’utilizzo diretto o dalla concessione in uso a terzi sui beni immateriali. Possono esercitare l’opzione i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dal tipo di contabilità adottata e dal titolo giuridico in virtù del quale avviene l’utilizzo dei beni.

La misura è rivolta in particolare alle piccole aziende e ha un triplice l’obiettivo: favorire l’investimento in attività di ricerca e sviluppo; incentivare il mantenimento dei beni immateriali in Italia, evitandone la localizzazione all’estero; incoraggiare la collocazione in Italia dei beni immateriali attualmente detenuti all’estero da imprese italiane o estere.

A proposito del patent box, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha di recente affermato che “il nuovo regime valorizza l’innovazione e offre uno stimolo significativo agli investimenti privati. Perché l’Italia non deve semplicemente uscire dalla recessione ma riconquistare, anzi riaffermare, la sua posizione di paese alla frontiera dell’innovazione”.

Le parole per raccontare il “sistema moda”

“Il nuovo vocabolario della moda italiana” è in scena alla Triennale di Milano: si tratta di una mostra nata dall’esigenza di riconoscere e celebrare l’Italia della moda contemporanea e i suoi protagonisti.

“Il nuovo vocabolario della moda italiana” è una mostra dedicata ai marchi e ai creativi della moda che negli ultimi venti anni hanno rinnovato e recuperato il Dna culturale, tecnico e tecnologico della tradizione tessile e sartoriale italiana, riscrivendolo in un linguaggio del tutto originale.

Il nuovo vocabolario della moda italiana analizza questo linguaggio e la nuova natura dello stile e della produttività made in Italy attraverso il lavoro dei suoi protagonisti e le loro molteplici espressioni: dal prêt-à-porter allo streetwear, dalle calzature agli occhiali, dai bijoux ai cappelli.

Anno spartiacque per la mostra è il 1998. È l’anno che segna il concreto passaggio a un mondo interconnesso dal web, alle nuove forme della comunicazione. Ma è anche l’anno che dà inizio a un decennio che si concluderà con la grande crisi globale del 2007-2008, che ha messo in crisi i paradigmi economici, sociali e culturali della post-modernità. Il 1998 è l’anno che disegna il “prima” e il “dopo”, guardando soprattutto a chi ha attraversato la crisi rigenerandosi e a chi ne ha tratto la spinta per intraprendere un percorso autonomo.

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