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Giorgio Armani va in vacanza, i Dsquared2 fanno gli artisti e Scervino formatta i pois

giugno 25 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

La mattina del quarto e ultimo giorno di Milano Moda Uomo, 24 giugno, tocca aGiorgio Armani (nella foto) raccontare l’eleganza estiva. Ma c’è spazio anche per gli artisti di Dsquared2, i pois riletti da Ermanno Scervino e per i Frankie Morello, che si rifanno a Michelangelo Antonioni.

Finalmente l’uomo di Giorgio Armani va in vacanza e lascia nell’armadio la grisaglia da ufficio. Siccome è pur sempre un gentleman, non tralascia di metter in valigia le giacche cardigan dai piccoli revers, i lunghi trench e gli abiti grigi, facendo a meno della camicia, che sostituisce con sottilissimi cardigan dallo scollo profondo, quando non indossa la giacca direttamente sul torso nudo.

Questo vacanziero d’élite, disegnato con mano felice da re Giorgio, opta anche per pantaloni larghi a quattro pince e per giubbotti in pelle, la cui superficie lavorata a tessere ricostruisce il battistrada di un cinturato. Le camicie, quando finalmente appaiono in passerella, sono tagliate come i cardigan, con tanto di profili in contrasto.

Altra griffe, altre atmosfere. Si alza il sipario e si scopre un loft d’artista newyorkese (a Soho? A Tribeca?) negli anni ’80, con tanto di modella davanti al ventilatore e fotografo annesso. Potrebbero essere la Factory di Andy Warhol o l’atelier di Julian Schnabel, invece è l’ambientazione di Dsquared2 per la prossima primavera/estate 2015.

Tra uno scatto (fotografico) e una pennellata sulla tela (c’è anche un pittore che ritrae un moderno Adone in costume da bagno) sfilano i giubbotti in denim con i graffiti diKeith Haring, ridisegnati da Dean e Dan dalle paillette sulla schiena. Ma ci sono anche le macchie di Jasper Johns, che nell’immaginario dei due stilisti diventano un camouflage a tinte forti, i sandali dalla para spessa e stratificata in nero e azzurro. C’è pure un Mackintosh verde mela (quello dello shampoo Campus?).

Ermanno Scervino recupera la più classica delle fantasie maschili, il pois, e ne fa ciò che vuole. E anche di più. Nonostante la prima parte della sfilata si apra con un leggerissimo cappotto doppiopetto grigio tenue, è subito chiaro che sono proprio gli intramontabili bolli i protagonisti di questo fashion show.

Scervino li ingrandisce fino a farne dei cerchi giganti e disordinati, che decorano i maglioni. Poi li rimpicciolisce per farli stare sui papillon, in divertente contrasto con i pantaloni rigati in bianco e nero. Ma non mancano le camicie in denim dai ricami sottili e multicolor, stessi disegni che si ingrandiscono fino a diventare onde a rilievo sulla maglieria a trama spessa. Sul finire una lunga teoria di uomini in vestaglia, ovviamente tutte a pois, invade la passerella. Che sia il primo accenno di una nuova leisure collection?

Ricordate l’esplosione finale di Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni? Quella dove oltre alla casa venivano distrutti tutti gli arredi? Ebbene sì, Maurizio Modica ePierfrancesco Gigliotti di Frankie Morello hanno trasformato quei frame in stampe fotografiche, riprodotte su maglie dai volumi oversize.

Siccome il duo vuole risvegliare tutti dall’apatia intellettuale, ecco sfilare i tye dye che sembrano elettrocardiogrammi, le schermate da monoscopio e le riproduzioni di statue classiche. Questo è il primo fashion show di Frankie Morello dopo l’ingresso nella proprietà di FMM Spa, che fa capo alla famiglia Ammaturo, che ne è diventata anche il distributore mondiale per tutte le linee.

 

 

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