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I barometri di Première Vision

settembre 14 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Carpi, Como, News, Prato

L’appuntamento parigino del settore del tessile e della pelle, Première Vision, ha svelato il suo primo “Barometro dell’Industria dei Materiali Creativi”. Un sondaggio effettuato tra gli espositori del settore Tessile-Pelle della manifestazione francese che mostra la buona performance di questi ultimi rispetto al mercato mondiale.

I due barometri mettono in relazione l’evoluzione dei volumi produttivi nel 2015 con i cambiamenti constatati nei settori del tessile e della pelle dall’indice Unido, pubblicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Ne emerge che l’anno scorso le quantità prodotte dagli espositori tessili di Première Vision sono cresciute del 2,1%, un dato vicino al +2,8% rilevato da Textile World Production. Per quanto riguarda le economie emergenti, gli espositori comunicano una progressione del 9,8%, contro il 4,2%. Per quanto concerne invece le economie mature, gli espositori indicano una crescita dell’1,6%, contro il -1,1% dell’insieme del mercato. E mentre gli espositori asiatici sono in crescita del 5,9%, quelli europei calano invece del 2,8%.

“Bisogna però fare delle distinzioni su questa cifra, perché in termini di giro d’affari nell’area euro i fatturati sono stabili”, sottolinea Gilles Lasbordes, direttore generale di Première Vision Paris. “Il fatto che essi perdano in termini di volume di produzione mantenendo però il loro volume d’affari, significa che c’è stato un mix di prodotti più favorevole e che le aziende sono riuscite a migliorare i prezzi praticati a scapito del volume”.

Nell’ambito della filiera della pelle, gli espositori di Première Vision Leather hanno rafforzato la loro produzione del 3,9%, contro il solo 0,9% del mercato nel suo complesso. I produttori di pelle dei Paesi emergenti non sono rappresentati in fiera, ma la tendenza per loro è di un incremento della produzione del 2,9%. In compenso, le cifre rivelano un grande scarto dal lato delle economie mature, in cui gli espositori di Première Vision hanno ottenuto un aumento del 3,9% lo scorso anno, laddove il mercato mondiale calava del 4,3%.

“Per la pelle, la materia prima conta molto nel prezzo di vendita, perché il valore aggiunto è notevolmente inferiore rispetto al processo che interessa il tessile, che ha molti più passaggi. Il che fa sì che il costo della materia prima sia meno importante”, ricorda Gilles Lasbordes. “Siccome il corso di tutte le pelli è calato in modo molto significativo in questo periodo, il fatturato ne viene inevitabilmente influenzato”.

La zona euro riesce tuttavia a limitare l’impatto del suo calo di produzione in volume (-2,8%) una volta convertito in giro d’affari (-1%). Anche gli espositori delle economie mature dell’Asia sono riusciti a mantenere i loro fatturati (-0,8% in dollari), mentre gli espositori dei Paesi emergenti sono molto cresciuti (+17,1% in dollari).

“Tali cifre confermano che, sia nel tessile che nella pelle, c’è un vero e proprio bonus dato dal valore aggiunto nelle materie prime, il che spiega perché le produzioni dei nostri espositori crescano più velocemente di quelle dei loro mercati”, stima Gilles Lasbordes. “Si tratta di risultati molto incoraggianti, in un anno caratterizzato da un ambiente di consumo globalmente negativo”, conclude il direttore generale.

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