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L’abbigliamento Junior nel 2014-2015

gennaio 22 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Il bilancio preconsuntivo del 2014

Secondo le stime preliminari, nel 2014 la moda junior (accezione questa che comprende l’abbigliamento in maglia e tessuto per ragazzi/e di età tra 0-14 anni, intimo ed accessori inclusi) assisterebbe ad un cambio di passo, con un ritorno in area positiva del turnover. L’incremento dovrebbe raggiungere il +1,5% su base annua, per un valore complessivo che torna a superare, come nel biennio 2011-2012, i 2,6 miliardi di euro.

Se da un lato i mercati esteri si sono rivelati favorevoli al comparto, come meglio dettagliato nel prosieguo della Nota, va pur notato come il settore, dopo un inizio d’anno molto negativo, abbia visto finalmente un contenimento delle perdite sul fronte interno, in particolare nella P/E 2014.

Oltreconfine la moda junior ha assistito ad una prosecuzione del trend positivo riavviatosi nel 2010; per il 2014 si stima una crescita media annua delle vendite estere pari al +6,9%. L’export dovrebbe così concorrere al 35,9% del turnover settoriale.

Con riferimento all’import, anche per la moda junior si rileva quanto sperimentato dal resto della filiera Tessile-Moda nel corso del  2014, ovvero un ritorno alla crescita. Nel caso specifico, le importazioni sono stimate in aumento del +9,1% a confronto con il dato 2013.

La dinamica prevista per i flussi commerciali in entrata e in uscita dall’Italia  conduce ad un appesantimento del deficit commerciale settoriale, che dovrebbe passare a circa 718 milioni di euro.

Da un primo bilancio settoriale del 2014 emerge, tuttavia, un arretramento con riferimento al valore della produzione (variabile che, si ricorda, tenta di stimare l’attività produttiva svolta in Italia, al netto della commercializzazione di prodotti importati), stimato nella misura del -5,3%.

Secondo le previsioni, i consumi nazionali (in tale accezione comprensivi dei consumi delle famiglie, dei consumi extra-familiari e delle scorte) dovrebbero archiviare il 2014 ancora in territorio negativo, facendo registrare però un discreto rallentamento del ritmo di caduta, corrispondente ad un -2,7%.

Tornando alle performance sperimentate sui mercati esteri, è possibile circoscrivere l’analisi al solo abbigliamento per neonati (per il quale si possono isolare le voci doganali di pertinenza e, quindi, i flussi commerciali con l’estero per Nazione). Nei primi nove mesi del 2014 le vendite oltreconfine presentano una sostanziale stabilità rispetto ai livelli del 2013   (-0,2%) per poco meno di 102 mila euro. Nonostante il calo della Russia   (-11,6%), nazione che, peraltro, già nel 2013 si era rivelata in arretramento per questa merceologia, l’export di comparto ha tenuto grazie a mercati come la Svizzera (+27%), la Spagna (+7,2%), il Regno Unito (+10,1%) e la Germania (+17,5%), nonché la stessa Francia (+3,6%) o gli Emirati Arabi (+18,7%).

Sempre con riferimento al solo abbigliamento bébé, l’import evidenzia, invece, un cambio di passo, tornando a mostrare un aumento, nella misura del +3,1% nei primi tre trimestri del 2014 rispetto al corrispondente periodo del 2013. Con riferimento ai top-supplier, in controtendenza rispetto alla media di comparto, la Cina, pur fornendo il 36,8% dell’import totale, resta interessata da una dinamica negativa, pari al -6,4%. In crescita risulta, invece, l’import dalla Francia, secondo fornitore (con un’incidenza del 16% sul totale) e dal Bangladesh, terzo Paese fornitore (con una quota del 10,2%), che archiviano rispettivamente un +7,5% e un +10%. Scorrendo l’elenco dei principali partner di approvvigionamento, mentre flette la Spagna (-5,4%), crescono sia India (+5,6%) sia soprattutto la Tunisia (+25,9%).

Sotto il profilo demografico, il mercato italiano dell’abbigliamento Junior, al 1° gennaio 2014, si componeva di oltre 8,4 milioni di individui di età compresa tra 0 e 14 anni.

Da gennaio a luglio 2014, sulla base delle (pur provvisorie) rilevazioni ISTAT ad oggi disponibili, le iscrizioni in anagrafe per nascita sono state pari a 286.591, con un decremento 5.080 unità circa rispetto agli stessi mesi del 2013 (-1,7%). I maschi rappresentano il 51,5% del totale. Dal punto di vista geografico, tutte le aree del Paese hanno fatto registrare un calo delle nascite, più contenuto al Sud-Isole (-0,7%) e, viceversa, più accentuato nel Centro (-3,3%). Il Nord, che assorbe il 46% dei nuovi nati del periodo in esame, cala invece del -1,8%.

Se si focalizza l’attenzione sul consumo di moda junior in Italia, che per il comparto costituisce ancora il mercato prevalente, i dati più aggiornati relativi al sell-out invernale si riferiscono alla stagione Autunno/Inverno 2013-2014, che, secondo le rilevazioni effettuate da Sita Ricerca per conto di SMI, si è chiusa con un calo delle vendite a valore pari al -4,5%. Parallelamente, la spesa costante arretra del -3,5%, con prezzi, quindi, ancora in discesa per la terza stagione consecutiva. Sul dato stagionale grava soprattutto il cedimento registrato nel bimestre gennaio-febbraio 2014 (-7,7%), che ha così ridimensionato i discreti rallentamenti del periodo settembre-dicembre  (-3% circa).

Nello scorso Autunno/Inverno la contrazione più forte del sell-out si rileva per il segmento “bambina” (-5,4%), mentre sia il segmento “bambino” sia il  “neonato” hanno mostrato un decremento rispettivamente del -3,7% e del         -3,6%.

Sul fronte retail, se si analizzano i dati riferiti alla struttura distributiva (ovvero al sell-out per canale), lo Junior vede confermata la leadership delle catene, che hanno di fatto raggiunto il 50% del mercato consumer nel periodo in esame, mentre il dettaglio indipendente è sceso ormai di tre punti al di sotto della soglia del 20%, scalzato anche dal complesso della GDO (21%). Se si torna a considerare, ad esempio, l’A/I 2010-2011, le catene coprivano il 41% del mercato, mentre l’indipendente il 25% e la GDO il 23%.

A livello di performance, nella stagione invernale 2013-2014, proprio le catene si sono mosse in controtendenza rispetto al dato medio, evidenziando un ulteriore incremento, pari al +2,1% (da ricondurre soprattutto al traino del segmento ‘bambino’).

Vero e proprio boom si registra per le vendite on-line, in crescita del +120%, tendenza che, peraltro, interessa tutti e tre i segmenti in esame.

Mentre la GDO resta complessivamente stabile (+0,2%), il dettaglio indipendente arretra, invece, ancora su tassi particolarmente gravosi (-20,6%), analogamente a quanto rilevato nella precedente stagione A/I 2012-2013. Se si guarda con maggior grado di dettaglio alle vendite intermediate da tale format, le perdite maggiori si rilevano per ‘bambino’ e ‘neonato’ (prossimo al -30%), mentre la ‘bambina’ cede il -15,4%.

Un rasserenamento sul fronte dei consumi interni si è finalmente registrato nella P/E 2014, allorquando la moda junior ha contenuto le perdite al -1,6%, performance tra le migliori messe a segno dalle principali merceologie del Tessile-Moda; in tale periodo, proprio il segmento ‘neonato’ mostra segnali incoraggianti, risultando sostanzialmente stabile (-0,3%) dopo cinque stagioni di continui cedimenti.

 

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