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LA FILATURA ITALIANA NEL 2016-2017

gennaio 24 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Carpi, Como, News, Prato

Nota a cura del Centro Studi di Sistema Moda Italia

Il bilancio preconsuntivo del 2016

Anche il 2016 non si è rivelato un anno favorevole all’industria italiana della filatura (in questa accezione comprensiva della produzione di filati lanieri, cotonieri e linieri).

Secondo le elaborazioni preliminari effettuate da SMI, basate sia su variabili macro sia su Indagini Campionarie interne, il fatturato settoriale è stimato mediamente in calo del -2,6% su base annua, dinamica questa che porta il giro d’affari a poco più di 2,8 miliardi di euro.

Sul risultato settoriale ha influito il calo della domanda estera; il mercato italiano, viceversa, ha dimostrato maggior interesse (come suggerisce il trend di import e consumo apparente), tuttavia, anche a fronte di prezzi settoriali deboli (l’indice dei prezzi alla produzione della filatura monitorato dal ISTAT flette del -2,8% sul mercato interno nel periodo gennaio-novembre), non è riuscito a compensare le perdite oltreconfine, dove invece i prezzi hanno tenuto (+0,1%, ISTAT).

La flessione del turnover accomuna i tre comparti qui considerati, anche se la filatura laniera contiene il ritmo di calo rispetto al cotone/lino.

Il valore della produzione (variabile questa che si propone di stimare il valore della sola attività produttiva svolta in Italia al netto della commercializzazione dei filati importati), è stimata in lieve calo rispetto ai livelli del 2015 (-0,5%) e prospetta un andamento migliore in termini di volumi rispetto ai valori.

Come accennato, i mercati esteri hanno deluso: nonostante il primo trimestre del 2016 si fosse rivelato favorevole quanto meno per i filati lanieri e linieri, di mese in mese si sono progressivamente manifestate delle criticità. Per le esportazioni si prevede, pertanto, una chiusura dei dodici mesi al -4,5%, che porterebbe il fatturato estero settoriale sugli 832 milioni di euro. Parallelamente l’import dovrebbe archiviare un aumento stimato al +3,8%, per un ammontare complessivo prossimo agli 881 milioni di euro.

A fronte del suddetto andamento dell’interscambio con l’estero, il saldo commerciale, come già avvenuto nel 2011, torna in deficit per un valore di 49 milioni di euro.

Il mercato interno, intercettato dalla variabile consumo apparente, dopo l’assestamento dello scorso anno, torna a registrare un discreto dinamismo, nell’ordine del +3,4%.

Considerando il versante occupazionale, sulla base dell’elaborazione dei dati forniti dalle aziende rispondenti all’Indagine Campionaria SMI, la filatura laniera presenta ancora delle contrazioni nei primi tre trimestri dell’anno, rispettivamente pari al -1,1%, al -1,4% e al           -1,9%.

Il commercio con l’estero nei primi dieci mesi del 2016

Se si focalizza l’analisi sui primi dieci mesi del 2016, sulla base dei dati ISTAT disponibili, si ottiene uno spaccato di maggior dettaglio relativamente all’interscambio con l’estero per le merceologie in esame. In tale periodo, la filatura, nel suo complesso, archivia un calo pari al -3,8% in termini di export, mentre l’import assiste ad una discreta crescita, pari al +4,9%. L’import sale, pertanto, a 757 milioni, superando l’export di 37 milioni di euro. Del resto, il surplus commerciale con l’estero si circoscrive ai filati cardati e ai filati per aguglieria.

Nel caso dell’export la dinamica negativa risulta generalizzata, pur su ritmi differenti: la filatura laniera cardata perde il -5,0%, la filatura mista chimico/lana cede il -1,9%, mentre il filato per aguglieria accusa un calo del -14,1%. Le vendite estere di filati di cotone cedono il   -4,3%, mentre quelle di lino il -4,9%.

Solo l’export di filati pettinati archivia una debole variazione di segno positivo, pari al +0,4%, per un totale di 220 milioni di euro, principale voce dell’export della filatura italiana.

Contestualmente, da gennaio ad ottobre 2016, le importazioni di filati dall’estero mostrano dinamiche di crescita, anche se su tassi assai differenti. Con riferimento alla filatura laniera, l’import di cardati cresce del +2,5%, di pettinati del +7,3%, di misti del +5,6% mentre quello di filati per aguglieria del +7,8%. Il filato di cotone non va oltre un aumento del +1,0%, il filato di lino, infine, mette a segno una crescita del +11,8%.

Più in dettaglio, passando all’analisi dei principali mercati di sbocco, l’export di filati cardati accusa una contrazione di rilievo verso Hong Kong (-14,8%) e Croazia (-12,3%). Di contro, l’export verso il Regno Unito mostra un timido +0,7%, ma cresce quasi del +50% nel caso della Corea del Sud. Con rifermento agli altri mercati, pur di minor incidenza, la Cina flette del -21,6%, il Portogallo del -12,1% e la Tunisia del -4,8%. Se la Turchia non va oltre il +0,7%, Romania e Bulgaria crescono rispettivamente del +21,1% e del +19,9%.

Da gennaio ad ottobre 2016, l’export di filato pettinato, similmente al cardato, sperimenta una perdita non marginale nel caso di Hong Kong (-20,5%), mentre mostra una crescita con riferimento alla Romania (+18,7%). La Repubblica Ceca, terza destinazione, archivia un aumento pari al +39,5%. Andamento dicotomico si riscontra da un lato nel caso di Francia e Turchia, in crescita rispettivamente del +8,0% e del +10,6%, e dall’altro nel caso di Cina, Germania e Regno Unito, che arretrano, invece, del -6,5%, del -17,9% e del -9,1%. Da ultimo, all’incremento della Bulgaria (+3,5%), si contrappone il calo della Tunisia (-4,8%).

Il fatturato estero dei filati misti chimico-lana registra un incremento di rilievo in Croazia (+11,4%), Portogallo (+29,2%) e Spagna (+42,5%); cede, viceversa, il -28,3% in Turchia. Pur su ritmi differenti, archiviano una flessione anche Austria (-2,7%), Hong Kong (-4,8%), Romania (-13,6%), Francia (-15,0%) e Bulgaria (-0,6%). La Germania presenta, invece, un aumento del +21,6%.

 

 

 

Per quanto concerne i filati di cotone, nei primi dieci mesi del 2016 i flussi di export presentano decrementi del -5% e del -9,6% rispettivamente in Germania e in Croazia. Di contro, sperimentano un’evoluzione positiva in tutti gli altri primari mercati di riferimento, ovvero Repubblica Ceca (+1,4%), Spagna (+3,1%), Ungheria (+2,2%), Francia (+6,9%) oltre che Regno Unito (+2,7%). In area negativa si muovono, invece, Romania (-2,2%), Austria (-53,1%) ed Hong Kong (-23,5%).

Analizzando i dati di importazione, come anticipato, nel periodo gennaio-ottobre 2016 per i filati si registra una crescita quasi del +5%, ben più vivace dunque rispetto al complesso del Tessile-Moda (+0,7%) e del solo Tessile (+2,5%).

Relativamente ai filati cardati, in aumento mediamente del +2,5%, Lituania e Regno Unito, primo e secondo supplier, mostrano una flessione, rispettivamente pari al -4,1% e al -7,7%, mentre un aumento di rilievo interessa sia la Cina (+21,2%) sia la Romania (+90,0%).

L’import di filato pettinato segna mediamente una variazione del +7,3% e assiste ad una crescita di tutti i primi supplier, ovvero Germania (+4,2%), Bulgaria (+3,4%), Polonia (+41,3%), Repubblica Ceca (+10,8%), Romania (+20,2%). Calano, invece, Thailandia (-4,3%), Cina (-27,5%) ed India (-20,3%).

Con riferimento ai filati misti chimico/lana, l’import sale del +5,6%. Romania e Turchia, primi due fornitori, evidenziano una dinamica positiva, nella misura del +11,6% e del +5,8%. Di contro, la Bulgaria arretra del -5,9%.

Infine, l’import dei filati di cotone chiude i primi dieci mesi del 2016 a +1%. Del resto, la Turchia, da cui proviene il 29,5% di tale merceologia, cala del -1,6%, mentre l’Egitto, secondo partner con un’incidenza del 17,6%, cede il -9,9%. Di contro, crescono, invece, le forniture da India (+4,9%) e Cina (30,9%) – che coprono così rispettivamente oltre il 14% dell’import totale di comparto – nonché dal Pakistan, che grazie ad un +46,5%, passa a quota 5,2%.

Pubblicazione a cura di Tessile & Moda Service – soc. Unipersonale

La presente pubblicazione (in seguito Documento) è opera esclusiva ed originale di SMI – Sistema Moda Italia (Federazione tessile e moda, aderente a Confindustria) per conto di Tessile & Moda Service – soc. Unipersonale. SMI – Sistema Moda Italia è impegnata in numerose attività aventi ad oggetto la tutela e la promozione degli interessi di categoria delle imprese tessili-moda. Il Documento è destinato ad essere distribuito via posta, elettronica o ordinaria, e non può essere ridistribuito, riprodotto, pubblicato o alterato in alcuna delle sue parti da soggetti non espressamente autorizzati. Tutti i diritti di autore sono riservati. Il Documento ha finalità puramente informative e non rappresenta né un’offerta né una sollecitazione ad effettuare alcuna operazione. Le informazioni, le opinioni, le valutazioni e le previsioni contenute del Documento sono state ottenute o derivano da fonti che SMI – Sistema Moda Italia ritiene attendibili, ma che non costituiscono in alcun modo una forma di garanzia, sia implicita sia esplicita e di cui, pertanto, SMI – Sistema Moda Italia e Tessile & Moda Service – soc. Unipersonale non si ritengono responsabili.

 

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