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La moda italiana in piena ripresa

marzo 2 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Mentre la Fashion Week è in pieno svolgimento a Milano, si può percepire un moderato ottimismo. La moda italiana ha registrato, in effetti, una ripresa nel 2014, ma rimane avvolta da un clima di perdurante incertezza, con un nuovo rallentamento previsto nella prima parte del 2015. Questa è la conclusione tratta dalla Camera della Moda nel suo ultimo rapporto “Fashion Economic Trends”.

«Il momento che stiamo attualmente vivendo, e che continueremo ancora a vivere, si caratterizza ulteriormente per una grande discontinuità», riassume Mario Boselli, il Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, sottolineando così la fragile ripresa dell’industria del Made in Italy.

Dopo due anni consecutivi di calo, il settore del tessile e dell’abbigliamento del Bel Paese ha registrato un’inversione di tendenza nel 2014, frenato tuttavia dalla ridotta domanda sul mercato domestico e dal rallentamento che ha dovuto subire su alcuni mercati, come la Russia e la Cina.

Secondo le previsioni del rapporto “Fashion Economic Trends”, il fatturato della filiera dovrebbe raggiungere nel 2014 i 61,62 miliardi di euro, contro i 59,4 miliardi di un anno prima, registrando un incremento del 3,7% rispetto al 2013. Una ripresa insufficiente secondo gli autori dello studio, che accusano «la continua stagnazione del mercato interno e dei prezzi», oltre a una crescita «al di sotto delle attese nei primi 10 mesi dell’anno (+3,2%)».

Nei primi 9 mesi del 2014, le vendite del commercio al dettaglio sono diminuite dell’1,2% in Italia rispetto allo stesso periodo del 2013.

Fra gennaio e ottobre del 2014, i settori più dinamici sono stati la pelletteria (+6,5%) e le calzature (+3,8%), seguiti dal tessile (+3,4%) e dall’abbigliamento (+1,1%).

Malgrado la frenata registrata sui mercati emergenti e il crollo delle vendite in Russia, l’export resta più che mai la chiave del successo delle aziende italiane, con la Francia come primo sbocco, seguita dalla Germania, dalla Svizzera e dagli Stati Uniti.

Secondo le stime dello studio, le esportazioni del tessile-abbigliamento dovrebbero ancora progredire, passando da 45,2 miliardi di euro nel 2013 (+4,3%) a 47,38 miliardi di euro nel 2014 (+4,8%).

Fra gennaio e settembre 2014, le esportazioni italiane sono cresciute del 4,9%, in particolare sui mercati dell’Unione Europea (+6,8%), del Regno unito (+12,9%), della Germania (+12,8%) e della Spagna (+10,7%). Stesso trend positivo verso gli Stati Uniti (+15%) e Hong Kong (+15,6%), mentre le vendite verso la Russia sono diminuite del 15,9%.

Le istituzioni italiane restano comunque ottimiste. Secondo le loro stime, la filiera del tessile-abbigliamento dovrebbe veder crescere il suo fatturato dell’1,6% nei primi 6 mesi dell’anno e registrare un’accelerazione nel secondo semestre. «Sono sicuro che questo 1,6% si trasformerà in un incremento maggiore, perché ci troviamo in un nuovo contesto, molto più favorevole», conclude Mario Boselli.

Tre fattori, in effetti, dovrebbero favorire la ripresa delle industrie della moda in Italia: il prezzo del petrolio, che si è dimezzato rispetto a sei mesi fa, un atteggiamento diverso delle banche, più inclini ad accordare crediti alle PMI, e soprattutto un tasso di cambio del dollaro verso l’euro tornato al livello di inizio anni 2000, molto favorevole per le esportazioni italiane.

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