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Le esportazioni manifatturiere 2012 di Prato diminuiscono del -3,5% rispetto al 2011

marzo 25 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Andamento negativo per abbigliamento e filati, tengono le esportazioni di tessuti; bene la meccanica e gli altri settori manifatturieri.

L’export manifatturiero della provincia di Prato archivia il 2012 con una diminuzione del       -3,5% in valori; negativi in particolare gli ultimi due trimestri dell’anno.

Il tessile

Il distretto di Prato riconferma la leadership dell’export tessile italiano con il 16,5% del totale nazionale in valori.
Sempre a livello di distretto (industria tessile delle province di Prato, Firenze e Pistoia), l’export di filati, tessuti e altri tessili si è contratto nel 2012 del -1,3% rispetto al 2011; un dato migliore della media nazionale (-3,6%) e degli altri distretti lanieri.

Scomponendo il dato del tessile, si evidenzia che le vendite all’estero di tessuti ortogonali (quasi il 34% del totale manifatturiero provinciale) hanno tenuto: a livello di distretto chiudono il 2012 a -0,6% in valori. L’export di tessuti, tuttavia, non ha recuperato la caduta dell’export del 2009: siamo ancora a quasi 20 punti percentuali in meno rispetto al 2008.
I mercati più dinamici per le vendite di tessuti sono stati la Spagna (+21,1%), la Romania (+25,9%), la Russia (+9%), la Turchia (+23,9%), seguiti da Portogallo, Giappone, Polonia e Stati Uniti. Si contraggono invece il primo e il terzo mercato per i tessuti pratesi, Germania e Francia, rispettivamente del 14,5% e dell’8,6%.

I prodotti tessili speciali, tecnici e arredo aumentano nel 2012 l’export distrettuale del +2,0%, trainati dalle vendite negli Stati Uniti (+15,5%), Romania (+20,5%), Hong Kong (+9,7%), Cina (+26,9%) e Giappone (+51,9%), mentre si contraggono le vendite sui mercati europei (-1,6% in totale).

I filati per maglieria, che avevano messo a segno nel 2010 e nel 2011 ben 8 trimestri consecutivi di aumenti a due cifre, nel 2012 erodono parte delle quote guadagnate, rimanendo tuttavia sopra il livello di export pre-crisi (2008) di oltre il 25,5% in valori.
A partire dal 2° trimestre (che chiude a -7,2%), le esportazioni di filati continuano e diminuire sia nel 3° (-18,4%) che nel 4° trimestre 2012(-10,2%).
I mercati che maggiormente hanno contribuito alla contrazione sono Hong Kong (-10,1%), Romania (-30,4%), Francia (-24,9%), Polonia e Tunisia.

Gli altri settori manifatturieri

Il comparto a valle della filiera tessile-moda pratese dopo cinque anni di crescita pressoché ininterrotta chiude il 2012 a quota -8,8% (abbigliamento in tessuto) e -8,5% (capi in maglia) sul 2011, facendo peggio della media nazionale.

La meccanica (che comprende anche l’industria meccanotessile) dopo la crisi del 2009 ha messo a segno un biennio di crescita e conferma un ottimo andamento anche nel 2012: +19,2%, +18,3%, +16,9%, +7,2% sono, in ordine, le variazioni delle esportazioni rispetto agli stessi trimestri del 2011. L’export della chimica rimane stabile (+2,0%), le vendite di mobili, nel cui settore merceologico sono inclusi i materassi, sono aumentate del +4,8%. Il comparto della pelletteria, cuoio e calzature si contrae invece del -23,8%.

Fra i settori che hanno accresciuto le vendite all’estero nel 2012, anche se ancora contribuiscono poco meno dell’1% al totale manifatturiero, si annoverano il settore dei prodotti alimentari (+9,4%) e dei mezzi di trasporto (+11,7%).

Il Vicepresidente dell’Unione Andrea Tempestini commenta: “E’ molto importante che nonostante le difficoltà contingenti il distretto pratese abbia mantenuto il primato italiano per consistenza di export tessile. La tendenza delle vendite manifatturiere all’estero di Prato nel 2012 è stato peggiore della media regionale, ma il livello di esportazioni tessili ha tenuto meglio che negli altri distretti lanieri. La forte flessione che c’è stata nell’export di confezioni e maglieria penso invece che sia da tenere sotto osservazione”.

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