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L’Ice rinasce in versione slim

dicembre 6 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Economia, News

Il governo Monti ripristina l’Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. “È una fortuna – applaude Tronconi di Smi -. Così si evita il prolungarsi degli effetti di un grave errore”. Nel nuovo assetto, delineato ieri, i poteri di indirizzo e vigilanza spettano al ministero dello Sviluppo Economico (nella foto, la sede), che li eserciterà sentiti il ministero degli Affari Esteri e dell’Economia, per le materie di rispettiva competenza.
Funzioni, personale e risorse finanziarie saranno trasferiti al dicastero di via Veneto. A governare la nuova Ice saranno un presidente, un cda composto da cinque membri (quattro dello Sviluppo Economico e uno degli Affari Esteri) e un collegio dei revisori dei conti.
Il board, come riporta Il Sole 24 Ore, delibererà lo statuto, il regolamento e la dotazione del personale nel limite massimo di 300 unità. I 300 dipendenti ex-Ice da portare nella nuova entità saranno individuati sulla base di una valutazione comparativa per titoli.
Quanto alle risorse, quelle già destinate all’Ice passeranno a un fondo ad hoc da istituire presso il ministero dello Sviluppo Economico. Altre entrate potranno pervenire da finanziamenti dell’Unione europea, da corrispettivi per servizi prestati e dagli utili di società eventualmente costituite o partecipate.
Relativamente all’attività svolta all’estero si sa che avverrà nell’ambito delle rappresentanze diplomatiche e consolari, con modalità stabilite da apposita convenzione stipulata tra l’Agenzia, il ministero degli Affari Esteri e quello dello Sviluppo Economico.
“Fortunatamente, per decisione del Governo Monti, l’Ice è stato ripristinato, evitando il prolungarsi degli effetti di un grave errore – commenta il presidente di Smi, Michele Tronconi -. È a tutti evidente la grande importanza che hanno la promozione internazionale e il sostegno all’internazionalizzazione della nostra industria. Per una decisione profondamente errata presa dal precedente Governo, ci siamo ritrovati per diversi mesi privi di uno strumento che andava sì riformato, ma non abolito”. “I nostri partner europei stanno tutti, con diversi strumenti, sostenendo le proprie esportazioni – conclude -. Solo noi, che siamo il Paese con la componente manifatturiera più importante, stavamo facendo il contrario”.
e.f.

(da Fashion magazine)

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