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L’unione fa la forza: 3.500 visitatori per Milano Unica Cina

marzo 23 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Como, News, Prato

Si è conclusa il 20 marzo la VII edizione di Milano Unica, all’interno del centro espositivo National Exhibition and Convention Center che ha visto protagoniste le manifestazioni concomitanti Intertextile (con Milano Unica) e CHIC (con theMICAMshanghai & Italian Fashion @ CHIC).

Il numero di visitatori presenti è stato creato dalle sinergie che queste manifestazioni fashion (dalla materia prima al capo finito) hanno potuto creare: i 104 espositori hanno avuto modo di incontrare 3.500 visitatori selezionati, un dato di affluenza perfettamente in linea con l’edizione P/E svoltasi a marzo 2014.

Il mercato cinese, in costante evoluzione e in fase di assestamento dopo l’introduzione della cosiddetta “nuova normalità”, conseguenza della legge anticorruzione voluta dal Governo Xi Jinping, accoglie il tessile accessori italiano con nuove prospettive. Dopo la crescita costante delle vendite, la temporanea battuta di arresto dell’export soprattutto laniero aveva indotto  preoccupazione tra gli industriali italiani del settore a monte del fashion. Tuttavia, tra le interazioni che si instaurano nella fase di vendita è interessante evidenziare che,  dopo avere proposto per diverse stagioni i tessuti acquistati negli anni precedenti e accumulati in stock ingombranti da smaltire, vi è una crescente ricerca da parte dei buyer cinesi di nuovi stimoli per il cliente e di temi di vendita innovativi.

Per il comparto laniero, come previsto dagli esperti di Bain & Company, è dunque in atto un arresto della decrescita e un export stabile o addirittura un’inversione di tendenza con segno più anche grazie anche alla ripresa del mercato delle “uniforms”. L’acquisto delle divise formali da parte delle grandi aziende per il personale è infatti un fenomeno tipicamente cinese che crea uno sbocco importante per le produzioni destinate al classico-formale.

Il mercato cinese riserba sempre sorprese e nuovi canali di sbocco per le aziende italiane che stanno interpretando il cambiamento delle preferenze di acquisto dei consumatori cinesi i quali hanno virato su prodotti upper casual e sportswear. Questa nuova tendenza ha indotto i designer a cercare spunti anche tra le proposte dedicate all’abbigliamento femminile.

La donna si conferma attrice importante del business tessile.  La passione dei designer cinesi è testimoniata da una ricerca attenta di prodotti esclusivi, di servizi che solo il sistema tessile italiano può garantire quali l’innovazione, la ricerca, il gusto, soprattutto in quantitativi limitati.

Anche in presenza di un ridimensionamento economico, le potenzialità di crescita di questo paese sono molto elevate: fra i tanti motivi, soprattutto l’ampliamento numerico della classe media e le sue sempre maggiori capacità di spesa.

Il più grande centro espositivo del mondo ha dunque ospitato un momento di svolta del sistema italiano che sembra sempre più compattarsi anche in prospettiva di nuove aggregazioni future. Le difficoltà logistiche di un’area non ancora completata e il richiamo massivo di clienti da tutta la Cina hanno creato dei disagi, non nuovi ai cinesi abituati ai grandi spostamenti in massa, giustificati dalla nuova sede espositiva e ampliamente compensati dalla vicinanza all’aeroporto di Hongqiao che serve i voli interni di tutto il Paese. “Tempo sei mesi e molto sarà perfezionato”, affermano da Messe Frankfurt.

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