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Macchine tessili sostenibili per essere ancora di più competitive

giugno 29 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Carpi, Como, News, Prato

L’industria meccanotessile italiana è in prima linea nel fornire tecnologie sostenibili per battere la concorrenza estera. All’assemblea ACIMIT si discute di sostenibilità quale fattore per innalzare la competitività dei costruttori italiani. Per Salmoiraghi, presidente dell’Associazione, indispensabili azioni di sistema condivise dalle varie componenti della filiera tessile al fine di recuperare competitività.

Ritrovare slancio in un panorama competitivo sempre più agguerrito puntando sulla sostenibilità di prodotto e di processo. Questo il messaggio forte che proviene dall’Assemblea annuale di ACIMIT (l’Associazione dei Costruttori Italiani di Macchinario Tessile), nel corso della quale è stato presentato l’Osservatorio sulla dinamica economico-finanziaria delle imprese meccanotessili.

I dati definitivi del settore per il 2012 indicano un calo dell’attività produttiva. Il valore della produzione italiana di macchine tessili, infatti, si è attestato a 2,4 miliardi di euro, con una flessione dell’11% sull’anno precedente. L’export resta il driver per le aziende del settore. Rappresenta l’83% della produzione ed è diretto soprattutto in Cina, Turchia e India (complessivamente i tre Paesi assorbono il 39% delle vendite all’estero dei costruttori italiani di macchinario tessile). Le esportazioni sono diminuite del 7%, ma il mercato interno ha fatto peggio (-19% rispetto al 2011). Negativo è stato anche l’andamento delle importazioni (-15%). La frenata degli investimenti, comune a tante industrie tessili, ha colpito anche i nostri principali concorrenti (Germania, Giappone e Svizzera), che hanno osservato un complessivo cedimento delle vendite estere.

Pur restando ai vertici mondiali, l’industria italiana delle macchine tessili deve confrontarsi con una concorrenza estera in crescita. “Il quadro competitivo che si delinea nel nostro settore, spiega Sandro Salmoiraghi, presidente di ACIMIT, mostra da un lato industrie, come quella svizzera e tedesca, orientate ad un massiccio riposizionamento della propria produzione verso i mercati più importanti. Dall’altra avanza l’industria cinese, in grado non solo di erodere quote di mercato ai costruttori occidentali nei Paesi limitrofi, ma anche capace di impossessarsi del loro know how tecnologico, attraverso l’acquisizione di importanti case costruttrici europee. Il meccanotessile italiano si trova in mezzo al guado, ma non è in via di estinzione” continua Salmoiraghi. “Le nostre aziende si sono dimostrate nel corso degli anni in grado di interpretare prima dei concorrenti i segnali che provengono dal mercato”.

Oggi cogliere l’attimo significa anticipare i concorrenti sulle tematiche legate alla sostenibilità. Di questo tema si è occupato il Focus dell’Osservatorio ACIMIT 2013 che illustra il processo che rende un’azienda sostenibile maggiormente competitiva. La filiera tessile-moda, in particolare, ha elaborato un suo paradigma di sviluppo sostenibile dove il processo produttivo rappresenta l’elemento essenziale per la realizzazione di prodotti flessibili, affidabili, ma anche sostenibili. “La nostra Associazione, conferma il presidente di ACIMIT, ha creduto fin da subito all’equazione sostenibilità uguale competitività”. Risale, infatti, a tre anni fa il varo del progetto “Sustainable Technologies”, che conta ormai oltre una trentina di adesioni tra i costruttori associati ad ACIMIT, i quali si possono fregiare del logo di “Supplier of sustainable technologies”. E l’Osservatorio ACIMIT ripercorre le tappe del progetto associativo, evidenziando l’impatto che l’iniziativa ha avuto sul mercato. Un’attenzione particolare a quanto sta facendo il meccanotessile italiano proviene dai clienti di maggiori dimensioni localizzati in Europa, ma anche in Asia (Cina in particolare).

Sul tema della sostenibilità si sono confrontati nel corso della Tavola Rotonda, che ha fatto seguito alla presentazione dell’Osservatorio ACIMIT, l’economista Alberto Quadrio Curzio, chiamato a tracciare un quadro dell’attuale situazione economica, Giulio Bonazzi, presidente e amministratore delegato di Aquafil, Mario Boselli, presidente della Camera della Moda Italiana. Quest’ultimo ha illustrato l’impegno del settore della moda italiana in materia di sostenibilità, un impegno che richiede tempo e risorse per il raggiungimento di obiettivi concreti, ma che rappresenta l’unica via percorribile per l’intera filiera. Bonazzi ha confermato la maggiore attenzione dei clienti della propria azienda per prodotti sostenibili. Infine il direttore di ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Roberto Luongo, è poi intervenuto per confermare il supporto fornito dal Governo alle attività di internazionalizzazione delle imprese del settore.

Il presidente Salmoiraghi ha ricordato le necessità del settore, comuni all’intera meccanica italiana. “Occorre attivare un effettivo rafforzamento delle PMI, attraverso agevolazioni fiscali per i processi di aggregazione e fusione e dare attuazione al sistema dei minibond in grado di favorire la strutturazione patrimoniale delle imprese, spiega il Presidente di ACIMIT. ”Serve poi incentivare l’innovazione puntando sui crediti di imposta per i costi sostenuti dalle imprese in attività di ricerca e sviluppo”. E’ poi indispensabile la ripresa del mercato interno riflettendo sul possibile ritorno di sostegni per l’acquisto di macchinari, come la già sperimentata Legge Sabatini.

I lavori sono stati chiusi dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, che ha sottolineato come la crisi si possa superare con impegno e intelligenza, puntando sulla spinta che solo l’impresa manifatturiera può fornire.

Durante la parte privata dell’Assemblea ACIMIT, si è provveduto a rinnovare gli organismi direttivi. Alla presidenza di ACIMIT Raffaella Carabelli succede a Sandro Salmoiraghi.

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