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Marchi taroccati, quanto costano alle nostre imprese

marzo 14 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Carpi, Como, News, Prato

L’OCSE dice che il commercio internazionale in beni contraffatti supera i 200 miliardi di dollari all’anno. A Ville Ponti un workshop promosso da GdF con CCIAA.

I marchi taroccati fanno male all’economia: uno studio OCSE dice che il commercio internazionale in beni contraffatti supera i 200 miliardi di dollari all’anno. Quelli della contraffazione e dell’immissione sul mercato di prodotti senza requisiti essenziali di sicurezza sono insomma fenomeni complessi e preoccupanti. E questo sia per le ricadute pesantemente negative sulle nostre aziende che producono e vendono secondo tutti i crismi della qualità, sia per i rischi cui sono sottoposti i consumatori a fronte di un prodotto che può essere addirittura dannoso. La lotta alla contraffazione è quindi una priorità: se ne parlerà venerdì 15 marzo con inizio alle 14.45 nelle sale del Centro Congressi Ville Ponti durante un work-shop promosso da Guardia di Finanza e Camera di Commercio.
«Ricordo bene – sottolinea il presidente Renato Scapolan – i risultati di una ricerca promossa dalla Camera di Commercio e condotta dal Centro Tessile e Cotoniero di Busto Arsizio nell’ambito del progetto “Globalizzazione Sostenibile”: su un campione di prodotti tessili acquistati in negozi e mercati,la percentuale dei capi “irregolari” era sorprendentemente alta: ben l’87,5% non rispondeva a tutti i presupposti richiesti. Da lì prese il via un progetto per promuovere la tracciabilità come strumento di valorizzazione della produzione locale».
Il riferimento è al progetto “Tracciabilità ITF” che punta ad aiutare le imprese varesine del settore Tessile-Abbigliamento-Moda ad adottare un sistema per l’appunto di tracciabilità dell’origine dei prodotti, contribuendo così a creare un mercato corretto e a garantire la tutela del consumatore: «La Camera di Commercio ha reso disponibili voucher economici – continua Scapolan – per il sostegno delle imprese varesine nella sperimentazione di percorsi di estensione della certificazione di tracciabilità. Abbiamo inoltre guidato la sperimentazione di 20 aziende che hanno integrato gli schemi della certificazione di qualità con i modelli della tracciabilità».
Del resto, anche a livello globale, la contraffazione è uno dei principali mali che affliggono l’economia: entrando nel dettaglio dello studio pubblicato nel 2010 dall’Agenzia delle Dogane e condotto dall’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che riunisce 34 tra i principali paesi al mondo, si scopre che il dato dei 200 miliardi di dollari all’anno in beni contraffatti non include quelli realizzati e venduti all’interno di uno stesso Paese e neppure i prodotti digitali che sono distribuiti tramite internet. Se si aggiungessero queste voci, la grandezza totale della contraffazione e della pirateria mondiale potrebbe essere di diverse centinaia di miliardi di dollari in più. Una situazione dalle tinte ancor più fosche perché la contraffazione e la pirateria sono attività illecite in cui le organizzazioni criminali prosperano.
Il work-shop di venerdì pomeriggio è aperto alle aziende e alle associazioni di categoria interessate e sarà l’occasione per approfondire il sistema dei controlli messi in atto sul territorio della provincia di Varese, con i relativi accertamenti e le sanzioni a tutela della produzione e degli operatori locali.

 

(da Varesenews)

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