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Meccanotessile: nel I Trimestre raccolta ordini col segno meno

maggio 14 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Carpi, Como, News, Prato

Ordini di macchine tessili in calo del 19% rispetto al trimestre precedente. Salmoiraghi (Presidente ACIMIT): ”Sostenere il manifatturiero, far ripartire gli investimenti, questa la priorità per il nuovo Esecutivo”

Dopo un 2012 già caratterizzato da una flessione produttiva dell’11%, il meccanotessile italiano apre il 2013 con un calo della raccolta ordini rispetto al trimestre precedente. In base all’indagine congiunturale condotta da ACIMIT, l’Associazione dei costruttori italiani di macchinario tessile, l’indice complessivo degli ordini nei primi tre mesi dell’anno si attesta ad un valore di 82,3 punti, in calo del 20% rispetto ai tre mesi precedenti. Sia sul mercato interno che su quelli esteri, la raccolta rallenta vistosamente (rispettivamente      -28% e -20%). Migliore, invece, è il confronto con il medesimo periodo 2012: gli ordini complessivi appaiono stabili (+1%), grazie alla sostanziale tenuta sui mercati esteri (+4%).

Questi dati preoccupano, commenta Sandro Salmoiraghi, Presidente di ACIMIT, indicando una continua perdita di competitività delle nostre imprese legate ad un contesto recessivo che si trascina ormai da troppo tempo. Tutto il settore della meccanica strumentale, del quale fa parte il meccanotessile, risente della stagnazione degli investimenti interni. La competizione sui mercati esteri è fortissima e benché le nostre imprese si difendano con la continua innovazione di prodotto e la diversificazione commerciale, il contesto permane difficile. La persistente inefficacia degli attuali strumenti di accompagnamento delle nostre imprese su mercati nuovi e promettenti rappresenta un handicap, che è urgente colmare con politiche nuove e coraggiose”.

“Preoccupa soprattutto la situazione del mercato domestico, continua Salmoiraghi. Le imprese del sistema tessile-moda italiano sono eccellenze che vanno tutelate. A ritroso le difficoltà del tessile colpiscono anche il nostro settore che deve, invece, poter contare su un mercato interno vitale. Nel 2012 la domanda italiana di macchine tessili si è ridotta del 19%, fermandosi ad un valore di circa 900 milioni di euro”.

Per questo l’Associazione dei costruttori di macchine tessili si augura che il nuovo esecutivo intervenga per sostenere le piccole e medie imprese, favorendo i nuovi investimenti . “Pensiamo, spiega Salmoiraghi, quanto bene ha fatto la Legge Sabatini, la cui reintroduzione, unita alla liberalizzazione delle quote di ammortamento dei mezzi di produzione, potrebbe rilanciare interi comparti del manifatturiero nazionale e rappresentare un volano per la crescita”.

Anche sullo strumento dei minibond ACIMIT attende il nuovo Esecutivo alla prova dei fatti. “Il sistema dei minibond rappresenta un valido mezzo per favorire la strutturazione patrimoniale delle imprese italiane. Occorre aprire velocemente un tavolo di lavoro con le rappresentanze di istituti finanziari e imprese per procedere a dare piena operatività a questo strumento” conclude Salmoiraghi.

L’industria meccanotessile italiana conta circa 300 aziende e 12000 addetti. La produzione del settore nel 2012 è stata pari a 2417 milioni di euro. Le esportazioni rappresentano l’83% della produzione e nel 2012 sono state pari a 2007 milioni di euro. Le vendite all’estero sono dirette a circa 130 Paesi.

 

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