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Milano Unica: dopo Shanghai, New York?

gennaio 14 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Dopo la Cina, il salone di riferimento del tessile italiano Milano Unica si prepara a sbarcare negli Stati Uniti. E’ stato il Viceministro delle Sviluppo Economico, Carlo Calenda, a parlare di questo progetto martedì a Firenze, in occasione della cerimonia di apertura della fiera di moda maschile Pitti Uomo. La creazione di Milano Unica New York è considerata in effetti come una delle iniziative principali del piano di promozione del Made in Italy voluto dal Governo italiano per il 2015.

L’idea è quella di duplicare il successo ottenuto da Milano Unica Shanghai. Lanciata nel marzo del 2013, la versione cinese della fiera, la cui settima edizione è in programma per il prossimo marzo, riunisce oggi circa 130 espositori. La prima edizione di Milano Unica New York dovrebbe svolgersi su 2-3 giorni intorno al 20 luglio prossimo, in concomitanza con Première Vision e Texworld USA (Messe Frankfurt).

“In un primo tempo, puntiamo su una cinquantina di aziende tra quelle leader del nostro settore, rappresentative dei principali distretti tessili italiani. L’ideale sarebbe di poterci collocare in un padiglione indipendente allo Jacob Javits Center, che ospita già Texworld. Ma tutto si trova ancora allo stato di progetto”, spiega il direttore generale del salone tessile italico Massimo Mosiello.

“Rispetto alla Cina, gli Stati Uniti sono più complicati, perché non possiedono la cultura del salone come noi lo intendiamo. Da noi, il salone rappresenta un prolungamento dell’attività aziendale, in cui le collezioni sono presentate quasi come in uno showroom con installazioni d’eccellenza, una zona riservata alle tendenze, una ristorazione di qualità, ecc.”, prosegue.

“E’ vero che arriviamo negli USA dopo i nostri principali concorrenti francesi e tedeschi, ma proponendo un’offerta selezionata e di qualità siamo certi di avere successo. Il nostro target è di andare là dove si trovano i mercati importanti”, conclude Massimo Mosiello, che spera di ripetere il successo ottenuto da Milano Unica a Shanghai.

“Paradossalmente la nostra fiera di Shanghai ha determinato l’aumento dei visitatori cinesi all’interno della nostra edizione di Milano, perché questo genere di evento permette di creare dei rapporti differenti con i buyer”, sottolinea ancora Mosiello.

L’arrivo dei produttori tessili italiani a New York non mancherà di creare scalpore, dal momento che molti di loro sono già presenti a Première Vision, e tenendo anche conto del contesto locale già molto competitivo, soprattutto a seguito del lancio, in questo mese di gennaio, del 19 al 21, della New York Textile Week.

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