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Moncler: il 16 in Borsa. Nel futuro ci sono la maglieria e nuovi store

dicembre 3 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

“Senza arroganza, con umiltà e orgoglio, abbiamo saputo fare”. Con queste paroleRemo Ruffini, presidente e ceo di Moncler, ha aperto la tappa milanese del roadshow  che andrà avanti nei prossimi giorni toccando New York, Tokyo e Hong Kong e porterà il marchio di piumini a quotarsi a Piazza Affari il prossimo 16 dicembre, con le richieste che – secondo indiscrezioni – hanno già superato di circa 12 volte l’offerta.

Durante l’incontro di questa mattina a Milano Ruffini ha ripercorso la storia di Moncler, azienda fondata nel 1952 a Grenoble e da lui rilevata nel 2003, e spiegato le strategia di crescita futura, che prevede l’internazionalizzazione (con focus su Cina, Americhe e Medio Oriente) e il potenziamento del canale retail su quello wholesale con oltre 20 aperture all’anno. “Vogliamo essere un brand unico che proponga piumini di qualità, che non siano di moda: il vero lusso è quello fuori dal tempo”,  ha infatti sottolineato Ruffini.

Moncler ha archiviato il 2012 con un fatturato di 489,2 milioni (363,7 nel 2011 e 282,5 milioni nel 2010) e un ebitda di 161,5 milioni. “La crescita media degli ultimi 10 anni – ha detto con una punta di soddisfazione Ruffini – è stata attorno al 32% e nel 2012 si è portata al 34%”. Il trend di crescita è proseguito anche nel 2013, con i ricavi che a fine settembre avevano raggiunto quota 389 milioni (331,2 l’anno scorso) a dispetto della penalizzazione legata alla rivalutazione dello yen. Il margine lordo è stato di 269,3 milioni, contro quello di 223,9 milioni dello stesso periodo del 2012.
Oggi l’azienda vanta 122 monomarca (erano solamente 50 nel 2010) e ha già pianificato nove opening entro la fine dell’anno, a cominciare dalla sbarco in Brasile con un’inaugurazione a San Paolo entro le prossime due settimane. E in futuro si attendono nuovi flagship store a Londra in Bond street e a Mosca.

Moncler nel corso degli ultimi anni ha selezionato anche i clienti wholesale, riducendone il numero, che è passato dai 2.200 del 2010 ai 1.800 attuali. Ma i multibrand resteranno centrali nella strategia di marca. “Perché essere nelle migliori boutique insieme alle migliori griffe fa bene alla nostra reputazione”.

Nei piani anche l’ampliamento della gamma di prodotti, ma affrontata con selettività. Ruffini ha spiegato che Moncler rimarrà fedele a se stessa e quindi punterà su settori affini “come quello della maglieria, che abbiamo deciso di sviluppare in futuro creando una piattaforma dedicata”.

 

an.bi. per Fashion magazine

 

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