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Pelletteria: cresciuto l’export nel 2014

gennaio 29 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

Anche nel 2014 sono staiti mercati esteri a svolgere un ruolo trainante per il settore pelletteria: l’export, nei primi 9 mesi dell’anno è ammontato a 4,4 mld di euro, con una dinamica di crescita più contenuta rispetto agli anni precedenti, ma soddisfacente considerando le difficoltà e le turbolenze di alcuni mercati di riferimento per il settore, in particolare quello russo e quello giapponese.

Sul fronte del mercato domestico, persistono anche nel 2014 le difficoltà in atto da qualche anno. Una situazione recessiva, penalizzante per molte aziende di pelletteria che hanno dovuto trovare nelle vendite all’estero molto spesso l’unica possibilità di rimanere nel mercato. I consumi hanno visto una flessione complessiva in quantità superiore al 3% che va ad aggiungersi agli arretramenti registrati negli ultimi 2,3 anni.

In Europa si sono registrate crescite interessanti nel Regno Unito (+11%), Spagna
(+10%), in Germania (+8%) e in Francia (+5%). Fuori dall’Europa hanno mostrato dinamiche espansive gli Stati Uniti (+9%), la Cina (+12%), Hong Kong (+6%) e la Corea del Sud (+5,5%). Una nota a parte meritano Brasile e Croazia dove le esportazioni, pur con valori molto contenuti, sono aumentate rispettivamente del 43% e del 36%.

Una nota a parte, ma in questo caso, con risvolti negativi, riguarda le contrazioni dell’export in Russia (-15%) e Giappone (-7%). Ciò non tanto per i blocchi all’import generati dalle sanzioni europee alla Russia, che ha avuto per il settore, più che altro effetti psicologici, quanto per la crisi causata dalla caduta del prezzo del petrolio e per la svalutazione del rublo, che ha portato ad effetti inflativi.

In Giappone invece l’aumento delle tasse sui consumi introdotta nell’aprile 2014 dal 5% all’8%, non ha aiutato in generale i consumi con le retribuzioni dei lavoratori giapponesi ferme da tempo. L’aumento si è tradotto in una erosione immediata del potere d’acquisto.

In assoluto le borse per donna, che con un valore di 2,8 miliardi rappresentano il 64% del fatturato estero complessivo; un fatturato in crescita del 8% composto in larga maggioranza da prodotti in pelle; segue la piccola pelletteria, con poco meno di 800 milioni e le cinture con quasi 300 milioni.

Per tutti i segmenti che compongono l’export si assiste a una crescita della pelle(+8,5%) e ad un calo dei materiali sintetici (-0,6%). Anche sul mercato domestico sono le borse per donna il segmento di punta: a fine novembre la spesa delle famiglie italiane per l’acquisto di borsette era di 852 milioni, sostanzialmente invariata rispetto allo stesso periodo del 2013, ma con una contrazione quantitativa del 5,5%.

Nel breve-medio periodo le prospettive per la pelletteria Made in Italy saranno ancora legate all’alto livello di appeal che questa è ancora in grado di esercitare sul consumo finale. Occorrerà saper preservare e ancora più valorizzare il patrimonio di capacità artigianale che fino ad oggi ha rappresentato il fattore chiave dei successi ottenuti nel mondo. Puntare su un più accentuato livello di specializzazione produttiva potrà fare ancora la differenza: e la specializzazione non è alla portata delle sole aziende del lusso ma fa parte della tradizione manifatturiera di chi lavora la pelle del DNA, dunque di tutte le aziende che vogliono puntare alla qualità, all’attenzione per i dettagli e dei materiali.

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