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Per il tessile-moda un 2012 depresso, l’ancora resta l’export

novembre 12 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Biella, Carpi, Como, News, Prato

La presentazione della prossima edizione di Pitti Uomo è stata l’occasione per passare ai raggi X i dati congiunturali dei primi nove mesi dell’anno in corso. “Il 2012 registrerà dinamiche negative – ha detto Gaetano Marzotto – con le perdite più rilevanti che interesseranno i comparti a ‘monte’ della filiera, mentre il ‘valle’ sta tenendo meglio”.

Il fatturato totale del tessile moda, secondo i dati di Sistema moda Italia(Smi) diffusi oggi,  ha accusato un peggioramento nel terzo trimestre del 2012, segnando un calo del 4%, dopo che il primo quarter aveva chiuso in positivo (+1.3%) e il secondo era risultato piatto (-0,3%). “Inutile negare che abbiamo subito una brutta battuta d’arresto – ha proseguito il presidente di Pitti Immagine Marzotto – ma guardiamo con interesse alcuni segnali di miglioramento delle ultime settimane. La Cina, nonostante un certo rallentamento nel terzo trimestre, pare aver ritrovato una dinamica di consumo più positiva nelle ultime settimane e guardiamo con interesse ai risultati che porterà la rielezione di Obama”.

“Assistiamo poi – ho proseguito Marzotto – all’emergere continuo di nuovi mercati in Asia e nei Paesi oil rich. Anche in certe parti d’Europa, come la Gran Bretagna e la Scandinavia, si registrano i primi segnali di ripresa”. Per il Vecchio Continente, secondo Marzotto, si profilano comunque due anni di stabilità, con le maggiori difficoltà concentrate nell’area Mediterranea, Italia inclusa.

I dati della ricerca di Smi relativi alla raccolta ordini in portafoglio al momento della rilevazione campionaria, pur provvisori e parziali, indicano, infatti, una prosecuzione del trend negativo con riferimento al mercato nazionale (il calo medio oltrepassa il 3%, con il tessile però in miglioramento), mentre gli ordini dall’estero registrano un incremento medio superiore al 2%.

Sollecitate sull’evoluzione congiunturale per questo ultimo scorcio del 2012, le imprese del campione sono in prevalenza (51,8%) orientate a una ‘stabilita” delle condizioni di operatività in corso d’anno. Tuttavia, una quota non marginale, corrispondente al 35,5% del panel, teme un ulteriore peggioramento del mercato, mentre si conferma una piccola quota di “ottimisti” (12,7%).

Sulla base dei dati disponibili relativamente al periodo gennaio-luglio 2012, le vendite estere di tessile-moda si sono mantenute complessivamente interessate da una dinamica positiva, pur palesando un basso tono. In particolare, l’export fa registrare un timido +0,8% rispetto al corrispondente periodo del 2011 (quando la crescita aveva raggiunto il +12,3%) e si porta, pertanto, a poco più di 16,1 miliardi di euro. Al calo dell’export verso la Ue (-4%) si contrappone la crescita verso l’extra-UE (+7,2%).

(da Fashion magazine)

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