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Pitti Bimbo 86: la Moda Junior nel 2017-2018(A cura di SMI)

gennaio 18 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Carpi, News

Il bilancio preconsuntivo del 2017

Secondo le stime preliminari, nel 2017 la moda junior (accezione questa che comprende l’abbigliamento in maglia e tessuto per ragazzi/e di età tra 0-14 anni, intimo ed accessori inclusi) assisterebbe ad una prosecuzione del trend positivo del giro d’affari. Anche se su ritmi più affievoliti rispetto a quelli sperimentati nel corso del 2016, il turnover settoriale dovrebbe infatti sperimentare un moderato aumento, pari al +1,9%, portandosi così al di sopra dei 2,8 miliardi di euro.

Con riferimento al valore della produzione (variabile che, si ricorda, tenta di stimare l’attività produttiva svolta in Italia, al netto della commercializzazione di prodotti importati) si registra un mantenimento del trend positivo. In particolare, si stima una dinamica pari al +0,9%.

Guardando alle performance oltreconfine, per la moda junior si stima una crescita media annua delle vendite estere corrispondente al +3,1%. L’export dovrebbe, pertanto, concorrere al 37,9% del turnover settoriale, guadagnando così quasi un punto percentuale rispetto al 2016.

Con riferimento all’import, analogamente a quanto registrato per il complesso della filiera Tessile-Moda, si rileva un cambio di passo, che porta ad una stima del -0,5% su base annua.

La dinamica prevista per i flussi commerciali in entrata e in uscita dall’Italia determinerebbe un miglioramento del deficit commerciale di comparto, da -726 a -685 milioni di euro.

Secondo le previsioni, i consumi nazionali (in tale accezione comprensivi dei consumi delle famiglie, dei consumi extra-familiari e delle scorte) dovrebbero archiviare il 2017 confermando sostanzialmente i livelli del 2016. La flessione su base annua, infatti, è stimata al -0,1%.

Tornando alle performance sperimentate sui mercati esteri, è possibile circoscrivere l’analisi al solo abbigliamento per neonati (per il quale si possono isolare le voci doganali di pertinenza e, quindi, i flussi commerciali con l’estero per Nazione). Nei primi nove mesi del 2017 le vendite oltreconfine di moda bébé vedono confermare l’evoluzione favorevole del 2016, pur presentando una significativa decelerazione del tasso di crescita al +1,6%.

Il mercato spagnolo resta la prima destinazione con una quota pari al 12,2% dell’export totale di comparto, nonostante accusi una contrazione non marginale pari al -10,1%. In controtendenza, il Regno Unito, pur in forte decelerazione rispetto alla performance del 2016 (si ricorda pari al +17,5%) mostra un incremento del +2,4%, concorrendo al 10,6% del totale settoriale esportato. A seguire, Francia, Germania e Svizzera (con quote simili di poco superiori al 6%) risultano tutti in calo; tuttavia, mentre la Germania cede oltre il -25% rispetto al medesimo periodo del 2016, Francia e Svizzera contengono rispettivamente le perdite al -4,5% e al -3,0%.

Un ulteriore gruppo di Nazioni assiste, invece, a dinamiche di segno positivo: la Russia, che dal 2010 al 2014 era stata il primo mercato di sbocco del childrenswear italiano, cambia passo e torna a crescere del +6,3%; la Grecia mostra un aumento del +9,7% e il Portogallo del +22,5%. Incrementi caratterizzano inoltre Polonia, Emirati Arabi e Romania, nonché l’Arabia Saudita.

Sempre con riferimento al solo abbigliamento bébé, le importazioni dall’estero in Italia evidenziano una flessione pari al -1,6%. La Cina, pur confermandosi primo supplier, mostra un cedimento del -8,5%. Al contrario la Francia, al secondo posto, cresce del +1,1%. Contestualmente, il Bangladesh frena al -0,3%, mentre l’India sperimenta una variazione pari al +31,0%. Infine, l’import dalla Spagna cresce del +4,9%.

I principali risultati dell’Autunno/Inverno 2016-2017 sul mercato italiano

Sotto il profilo demografico, il mercato italiano dell’abbigliamento Junior, al 1° gennaio 2017, si componeva di circa 8,183 milioni di individui di età compresa tra 0 e 14 anni. Il 51% è composto da popolazione maschile.

Da gennaio ad agosto 2017, sulla base delle (pur provvisorie) rilevazioni ISTAT ad oggi disponibili, le iscrizioni in anagrafe per nascita sono state pari a 299.686, con un decremento di 6.677 individui rispetto ai primi otto mesi del 2016 (-2,2%). Similmente a quanto registrato per la fascia 0-14 anni, i neonati maschi rappresentano il 51,4% del totale.

Se si focalizza l’attenzione sul consumo di moda junior in Italia, i dati più aggiornati relativi al sell-out invernale si riferiscono alla stagione Autunno/Inverno 2016-17. Per il complesso dei prodotti di Tessile-Moda, l’A/I 2016-17, secondo le rilevazioni effettuate da Sita Ricerca per conto di SMI, ha registrato un decremento pari al -1,8% in termini di spesa corrente, mostrando, dunque, un nuovo deterioramento sia rispetto alla P/E 2016 (-1,3%) sia soprattutto rispetto all’A/I 2015-16 (-0,9%). In detto contesto, la moda junior ha raggiunto un risultato tra i migliori delle varie categorie di prodotti del Tessile-Moda, proseguendo il suo cammino all’insegna della sostanziale stabilità e archiviando un -0,3%.

La stagione in esame non presenta differenze di rilievo tra i diversi segmenti, che, viceversa, si muovono complessivamente in maniera piuttosto simile. Il segmento “bambino” archivia una flessione pari al -0,5%, mentre il segmento “bambina” (che copre il 47,2% del sell-out di comparto) chiude al -0,2%. Il “neonato”, invece, mostra una debole variazione positiva, corrispondente al +0,3%.

I best-seller si confermano gli stessi delle stagioni precedenti: per il bambino brillano giubbetti, polo e jeans, per la bambina leggings, abiti e ancora giubbetti.

Analizzando il panorama distributivo, lo Junior vede confermata la leadership delle catene, forti di una quota pari al 48,7% del mercato; nel periodo monitorato, tuttavia, il sell-out intermediato risulta in calo del -4,6%; tale dato media l’arretramento del segmento “bambina” da un lato e la crescita del segmento “bambino” dall’altro (rispettivamente pari al -12,5% e al +6,2%). Il “neonato” archivia, invece, un decremento del -1,5%.

La GDO, grazie ad un incremento pari al +9,4%, raggiunge un’incidenza del 29,5% del mercato. Specularmente a quanto rilevato per le catene, la GDO assiste ad un aumento a doppia cifra del segmento “bambina” (+19,6%), e, viceversa, ad una frenata nel caso del segmento “bambino” (-0,4%), mentre il “neonato” presenta una variazione pari al +1,9%.

Il dettaglio indipendente, la cui quota è scesa al 12,5% del sell-out di comparto (si ricordi pari, invece, al 25% nell’A/I 2010-11), si mantiene cedente e mostra una perdita pari al  -7,8%. Se si guarda con maggior grado di dettaglio alle vendite intermediate da tale format, una flessione double-digit (-17%) interessa il segmento “bambino”, mentre sia il segmento “bambina” sia il segmento “neonato” sperimentano un recupero delle vendite pari rispettivamente al +2,5% e al +2,1%.

Best performer si rivela il canale digitale, in crescita del +31,9%; l’aumento risulta peraltro generalizzato a tutti e tre i segmenti prodotto (con “bambina” e “neonato” in crescita di oltre il 35%, il “bambino” del +25%). La quota di mercato è tuttavia confinata ancora al 3,9%, due punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale del Tessile-Moda.

Nonostante le incertezze di contesto, per lo Junior, come per la filiera Tessile-Moda nel suo complesso, si confida in un mantenimento dell’evoluzione positiva, pur su ritmi sempre moderati, anche nella prima parte del 2018.

 

 

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