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Strasburgo: l’Europarlamento approva il ‘Made in’

aprile 17 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News

L’Italia la spunta sulla Germania al Parlamento europeo nella battaglia  sul “made in”. L’indicazione obbligatoria sull’origine dei prodotti di consumo non alimentari, per la quale l’Italia si batte da anni, ieri è passata con una maggioranza di due terzi nella plenaria di Strasburgo.

Risulta bocciato (205 sì, 419 no, 25 astenuti) l’emendamento che intendeva cancellarla dal testo della proposta Tajani-Borg sulla direttiva per la “sicurezza dei consumatori”. A favore dell’emendamento era sceso in campo il vicepremier tedesco,Signar Gabriel, con chiamate ai suoi deputati per assicurarsi il sostegno.

Per vincere la guerra, la strada dell’Italia è però ancora lunga. L’ok del Parlamento di ieri è infatti solo in “prima lettura”. Vista la fine della legislatura, significa consolidare una posizione politica in vista della ripresa del negoziato con il Consiglio da parte dell’Eurocamera che si formerà con le elezioni del 25 maggio prossimo.

Con il mondo dell’industria italiana che vede nel “made in” un asse fondamentale per la crescita e il rilancio del manifatturiero, l’Italia ha la chance di portare a casa la normativa sull’etichettatura con il prossimo semestre di presidenza di turno. E il sottosegretario agli affari europei, Sandro Gozi, ha promesso che «proseguiremo questo importante negoziato» nel Consiglio Ue.

 

Il prossimo passo sarà il Consiglio Ue per l’approvazione definitiva del testo, un passo difficile perché si preannuncia granitica l’opposizione da parte dei Paesi nordici, guidata dai tedeschi, che al loro fianco in prima linea hanno la Svezia, ma anche il sostegno di nazioni come Olanda (che teme un calo di traffico per i suoi porti), Finlandia, Lettonia, Estonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Danimarca.

Di fatto i 28 da anni sono spaccati a metà, con l’Italia che però è sostenuta – tra gli altri – da Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Romania, Bulgaria. La divisione aveva già fatto abortire la prima versione del provvedimento, presentato dal Commissario al Commercio Karel De Gucht, che però a fine 2012 aveva finito per ritirarlo constatando l’impossibilità di fare passi avanti in Consiglio. Tajani e Borg lo hanno ripresentato, puntando sulla tutela dei consumatori e della salute, ma anche sulla lotta alla contraffazione.

Dopo l’esito del voto il presidente di AssocalzaturificiCleto Sagripanti, parla di «una vittoria di tutte le aziende, che vedono finalmente riconosciuta e tutelata l’eccellenza della loro produzione manifatturiera, e di tutti i consumatori europei che finalmente possono acquistare in maniera trasparente in Europa, unica tra le maggiori economie mondiali che ancora non prevedeva per legge l’etichettatura d’origine per le merci che circolano al suo interno».

 

Molta soddisfazione per la vittoria “schiacciante” di ieri arriva anche da Claudio Marenzi, presidente di Smi-Sistema Moda Italia, in missione presso la Commissione Europea per sostenere le tematiche a favore del Made In proprio nelle giornate in cui il Parlamento era chiamato al voto.

«Si tratta di un risultato storico – ha dichiarato – frutto di un vero lavoro di squadra portato avanti a livello trasversale dalla politica, da Confindistria e da tutte le associazioni di categoria. Il primo ringraziamento lo merita l’onorevole Muscardini, che si è battuta con grande generosità per portare a casa un risultato storico».

Per Marenzi il risultato schiacciante di ieri costituisce anche un “vincolo” sul Consiglio europeo dei ministri, che sarà chiamato ad esprimersi sul made in proprio durante il semestre di presidenza italiana che prenderà il via a luglio. «Il consiglio – ha dichiarato il numero uno di Smi – ha ricevuto un’indicazione molto forte dalla base e se dovesse decidere di ribaltare il responso dovrebbe giustificare la sua decisione».

«Adesso – conclude – siamo agli ultimi metri e per non mancare il traguardo dobbiamo fare le giuste pressioni sul governo italiano per portare avanti le nostre istanze. Ma anche su questo aspetto siamo ottimisti: quando abbiamo incontrato Mattero Renzi, al tempo in cui era ancora sindaco di Firenze, si è sempre dimostrato sensibile alla causa».

«Il Parlamento europeo – ha dichiarato Cristiana Muscardini, europarlamentare da tempo impegnata nella battaglia per l’etichettatura obbligatoria - vota a favore del Regolamento per la Sicurezza dei prodotti al consumo, incluso il suo capitolo 7 sull’obbligatorietà del marchio ‘Made In’, e boccia il Consiglio che da anni ha cercato di bloccare l’attuazione di norme e di regole a garanzia della sicurezza dei consumatori europei e della corretta concorrenza sul mercato». E oi prosegue: «Ci affidiamo ora alla Presidenza italiana che nel suo semestre di Presidenza dovrà finalmente portare a un voto favorevole in Consiglio perché i diritti dei consumatori e dei produttori siano riconosciuti».

 

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