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Tanti proclami ma le tasse aumentano…

giugno 6 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Economia, News

C’è una classifica in cui il nostro Paese primeggia. E’ quella della pressione fiscale. Lo afferma uno studio di Confindustria, secondo il quale l’imposizione fiscale complessiva su una società per azioni in Italia arriva anche al 58%; molto più di quanto pagano al fisco le dirette concorrenti in Germania (43%), Regno Unito (40%) e Spagna (addirittura 29%). Fa eccezione soltanto la Francia (60%), dove però esiste un sistema pubblico tra i più efficienti al mondo.

Lo studio di Cgia Mestre invece, ci presenta un quadro più generale e si basa su un raffronto tra Pil e gettito fiscale. Lo studio afferma che quest’anno gli italiani hanno lavorato in media 155 giorni per pagare le tasse. Il Tax Freedom Day (che sarà il primo giorno in cui ognuno lavorerà per sé stesso) quest’anno è fissato al 5 giugno. Va sicuramente meglio agli inglesi che quest’anno smetteranno di lavorare per il fisco il 30 maggio e meglio ancora agli Americani che l’hanno fatto addirittura l’11 aprile, ma c’è da dire per compensare, che non hanno la sanità pubblica e al carico fiscale vanno quindi sommati i costi per le assicurazioni private.

Nel 1980 il Tax Freedom Day arrivava 40 giorni prima; occorre comunque osservare che erano gli anni in cui il debito si accumulava e lo si lasciava ai contribuenti di oggi.

I più tartassati sono sempre i lavoratori dipendenti che per “festeggiare”, dovranno aspettare il 24 giugno! Per loro infatti tutto è legato a quanto guadagnano: più alta è la retribuzione,  più tardi arriva il Tax Freedom Day. (Le imposte sulle persone fisiche sono progressive, in base al principio che chi più guadagna più dovrebbe contribuire al bene comune e quindi pagare più tasse). Un quadro con una busta paga di c.ca 46.000 euro lordi festeggerà il 24 giugno mentre chi ne percepisce la metà ha già festeggiato il 6 maggio. Chi ha figli e moglie a carico ovviamente festeggia prima.

Il gap fra dipendenti e la media nazionale è comunque una costante nel tempo. Infatti se nel 1990 un dipendente festeggiava in media il 7 giugno, la media nazionale dei contribuenti festeggiava il 20 maggio. Segno evidente di quanto incida ancora l’evasione fiscale. Per gli evasori e gli elusori infatti, il Tax Freedom Day arriva quando decidono loro!!

E’ evidente quindi quanto sia importante per il nostro Paese mettere mano alla riforma fiscale. E’ sicuramente la misura più urgente per far ripartire il nostro Paese e sostenerne la crescita.

Luigi Sorreca

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