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Una mostra dedicata a Enrico Coveri per inaugurare l’auditorium della nuova sede della CCIAA di Prato

settembre 10 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Inizia il conto alla rovescia per l’inaugurazione dell’auditorium della nuova sede della Camera di Commercio di Prato: il taglio del nastro e’ infatti previsto per il 23 ottobre, in contemporanea all’inaugurazione della mostra “Coveri Stoty – da Prato al Made in Italy” che sarà ospitata all’interno dello spazio fino al 18 gennaio. Un evento importante, per riportare sulla città l’attenzione del mondo della moda, con un tributo a uno dei più geniali stilisti italiani che proprio da Prato aveva iniziato il suo percorso professionale.

“Abbiamo messo grande impegno nella realizzazione di questo evento, perché volevamo che l’auditorium fosse messo a disposizione della città con una iniziativa che mettesse in luce il legame forte che c’è tra il mondo della moda e il nostro distretto produttivo. – commenta Carlo Longo, presidente della Camera di Commercio di Prato – Si tratta di uno spazio innovativo, realizzato con le più moderne tecnologie che lo rendono praticamente eco efficiente, uno spazio a disposizione della città nato per ospitare eventi di un certo  livello”.

La mostra è realizzata con il contributo della Regione Toscana e sarà aperta tutti i giorni ad ingresso gratuito. Sarà accompagnata da un cartellone di iniziative collaterali che ruotano intorno al tema degli anni Ottanta e che si svolgeranno in luoghi diversi della città. saranno realizzati anche laboratori per le scuole intorno ai temi del colore, della creatività, della moda. L’auditorium e’ solo una porzione del complesso della sede camerale; gli uffici saranno invece trasferiti nella nuova sede in primavera.

ENRICO COVERI E LA MOSTRA

La mostra, curata da Ugo Volli, Martina Corgnati e Luigi Salvioli, presenta abiti originali, bozzetti, storyboard delle sfilate (questo un assoluto inedito per il pubblico), fotografie, video delle sfilate, fino alle numerosissime copertine che le riviste hanno dedicato alle sue creazioni.

Inoltre, una sezione documenterà il suo amore per l’arte contemporanea con una preziosa selezione di opere tra cui uno dei ritratti di Coveri realizzato da Andy Warhol. Il materiale è stato messo a disposizione dalla maison Enrico Coveri.

Il percorso è concepito per ripercorrere i principali momenti della carriera di Enrico Coveri e del suo marchio – da qui il sottotitolo della mostra Da Prato al Made in Italy – partendo dalla fine degli anni Settanta quando la moda italiana, per merito di  un piccolo numero di geniali artisti e imprenditori (Armani, Coveri, Versace, Mandelli, Missoni) si afferma in tutto il mondo.

Coveri, nato nel 1952,  inizia giovanissimo a disegnare modelli per le industrie locali e fa la sua prima sfilata con la linea Touche nel 1973, a soli ventun anni, facendosi subito notare dall’ambiente della moda fiorentino, che in quel periodo era il più importante d’Italia.

Proprio in quegli anni, bui per il nostro Paese, la moda diventa il motore della ripresa e la mostra documenterà il contesto e le peculiarità del territorio in cui Enrico Coveri sviluppa il suo talento: la tradizione di qualità e di efficienza dell’industria tessile di Prato e della Toscana, con straordinari artigiani della pelle, della paglia, del feltro, ma anche con moderne tecnologie industriali.

Il visitatore sarà anche condotto attraverso gli altri momenti cruciali della vita professionale di Coveri, quando, ad esempio nel 1977, ad appena venticinque anni, propone la sua prima sfilata sulla piazza di Parigi, un successo di tali dimensioni che lo lancia alla ribalta della moda mondiale

Nasce lo “stile Coveri”, con caratteristiche che rendono inconfondibili i suoi prodotti anche nel ricchissimo ambiente della moda del suo momento; la sua cifra è l’allegria, il piacere di vivere, il gioco; il suo target comprende tutta la famiglia, uomo donna bambino, che viene spesso fatta sfilare tutta assieme; la sua creatività si estende a tutte le occasioni della vita, dalla gran sera alla spiaggia.

Il simbolo più evidente di questo stile Coveri sono le paillettes, copertura mobile, brillante e festosa che di solito è usata per gli accessori e che il giovane stilista applica volentieri a tutte le sue creazioni. Ancor oggi, al pari del colore, le paillettes sono riconosciute come elemento distintivo della maison, al punto che si può affermare che queste stanno a Coveri come le catene a Chanel.

E poi la scelta di giovanissime, bellissime e ancora sconosciute, modelle dai nomi che saranno i più celebri del mondo come Naomi Campbell e Claudia Schiffer, e di grandi fotografi come Bill King e Oliviero Toscani per i suoi cataloghi; Enrico Coveri dialoga con i migliori artisti contemporanei e riesce a conquistarsi fra i suoi clienti e testimonial, grandi star della cultura, della mondanità e dello spettacolo.

 

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