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Convegno Pambianco – Intesa Sanpaolo: l’incubo 2009 non si ripeterà nel 2012

novembre 11 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Economia, News

La buona notizia è che, malgrado tutto quello che sta accadendo, il 2012 non sarà un annus horribilis come il 2009. Su questo punto si sono trovati d’accordo stamattina al convegno Pambianco – Intesa Sanpaolo di Palazzo Mezzanotte tanto il presidente della Camera della Moda, Mario Boselli, quanto Gregorio De Felice, chief economist dell’istituto di credito.
La cattiva è che, come prevedibile, le maggiori difficoltà saranno concentrate tra i Paesi di più antica industrializzazione e in particolare in Europa: la variazione media annua del Pil si ferma allo 0,6% e diversi Stati potrebbero trovarsi in recessione nel 2012.
L’Italia, in particolare, subirà il forte impatto della crisi internazionale di fiducia nei confronti del nostro debito pubblico, che ci obbligherà a velocizzare il processo di riduzione del deficit, con effetti depressivi sui consumi: tuttavia un certo calo della propensione al risparmio limiterà la flessione a circa mezzo punto.
Migliore la situazione negli Stati Uniti, dove le indagini congiunturali e i dati sulle vendite al dettaglio testimoniano miglioramenti diffusi: nel 2012 i consumi dovrebbero crescere fra il 2 e il 2,5%.
La moda italiana ha registrato buone performance nella prima parte di quest’anno: il fatturato è aumentato del +7,2% nel periodo gennaio-agosto (stima Intesa Sanpaolo) trainato dalle esportazioni (+13,9% tra gennaio e luglio) con risultati migliori nei mercati extra-Ue (+18,3%). Gli ultimi mesi del 2011 e il prossimo biennio saranno penalizzati dal rallentamento dell’economia internazionale e da consumi interni frenati dall’inevitabile percorso di correzione dei conti pubblici a cui il nostro Paese dovrà far fronte.
La domanda mondiale, seppure meno dinamica rispetto all’anno in corso, potrà garantire comunque buone opportunità di sviluppo, in particolare nei Paesi emergenti. Non a caso Boselli ha parlato dei recenti accordo stipulati dalla Camera con la China Fashion Association e la China National Garment Association (vedi fashionmagazine.it del 25 e del 26 ottobre scorsi) proprio per favorire lo sviluppo sul più promettente dei mercati Bric anche a aziende di dimensioni medio-piccole.
“La dimensione aziendale – ha concluso De Felice, anticipando il leit motiv di molti degli interventi della giornata – diventerà sempre più una variabile chiave per poter affrontare i costi connessi alle strategie di internazionalizzazione, di innovazione e marketing, oltre che, in una fase di probabile nuova riduzione della base produttiva, la loro sopravvivenza”.

(da Fashion magazine)

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