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La burocrazia costa cara. Conto da 200 milioni alle imprese

febbraio 10 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Economia

La burocrazia costa cara, anzi carissima, alle imprese comasche. Nel 2009 l’espletamento degli adempimenti amministrativi è costato 200,6 milioni di euro, una cifra pari all’1,4% del valore aggiunto prodotto dall’industria e dai servizi
Il conto complessivo per le aziende lombardo è stato, invece, di 3.432 milioni di euro. Dopo Milano, dove i costi per le imprese sono stati di 1.439 milioni di euro, le spese più elevate si sono registrate a Brescia (477 milioni di euro) e a Bergamo (388 milioni di euro, l’1,3% del valore aggiunto).
In attesa che le semplificazioni promesse dal governo Monti diano i risultati annunciati, a fare le pulci alla burocrazia ci ha pensato l’Osservatorio Mpi di Confartigianato Lombardia
«In questo contesto un’azienda comasca che si muove sul mercato internazionale parte già svantaggiata» sottolinea Marco Galimberti, che oltre ad essere il numero uno di Confartigianato Como è anche presidente dell’Osservatorio.
«Soprattutto per un’impresa di piccoli dimensioni, peso della burocrazia è davvero insostenibile. Perdere tempo per adempiere alle varie pratiche significa molto spesso anche distogliere l’attenzione dal core business visto che il personale è limitato all’osso e molto spesso tocca all’imprenditore coprire i diversi ruoli».

 

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