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L’analisi di Sistema Moda Italia sul comparto Tessile-Moda nel 2011

novembre 20 | Pubblicato da Luigi Sorreca | Economia, News

1. La congiuntura nel 2011

Per il Tessile-Moda, così come per gran parte del manifatturiero italiano, il 2011  dovrebbe rivelarsi un anno “a due velocità”. Se nella prima parte dell’anno, infatti, come testimoniano i dati commentati in questa Nota, è proseguito il trend favorevole ripartito nel 2010, al contrario nella seconda parte del 2011 (e i primi dati campionari relativi al terzo trimestre lo anticipano) a fronte di un deterioramento del contesto economico, si attende un rallentamento delle attività settoriali, che finirà per ridimensionare l’entità della crescita su base annua.

 

Entrando nel merito dei risultati dell’Indagine Congiunturale svolta da SMI (su un panel di circa 150 aziende operanti in tutti gli stadi della filiera), il fatturato totale è cresciuto ancora su tassi a due cifre nei primi sei mesi dell’anno (+10,1% nel primo trimestre e +13,8% nel secondo) per poi decelerare bruscamente a +5,8% nel terzo trimestre.

Tale andamento ha interessato sia il “monte” sia il “valle” della filiera, anche se il secondo trimestre per il Tessile è risultato in linea con i ritmi sperimentati nel primo, mentre per il “valle” il periodo aprile-giugno ha evidenziato le performance migliori, con un irrobustimento del recupero passato da un +6,4% dei primi tre mesi del 2011 ad un +12,7%. Nel terzo trimestre la decelerazione ha poi riguardato entrambi i comparti: il Tessile segna un +8,4%, l’Abbigliamento-Moda un +4%.

Disaggregando il dato per mercato, si  evidenzia una dinamica meno sostenuta per il fatturato nazionale in tutti e tre i trimestri, mentre il fatturato estero si è mantenuto sempre su tassi a due cifre, segnando nello specifico +13,8% nel primo trimestre, +18,7% nel secondo ed, infine, +10,9% nel periodo luglio-settembre.

Con riferimento ai volumi prodotti, si registrano dinamiche complessivamente positive, anche se la maggior parte dei comparti sembra ormai lontana dai rimbalzi postrecessivi. Si profila, peraltro, specie con riferimento al secondo e terzo trimestre dell’anno, un aumento dello stock.

Sulla base delle dichiarazioni aziendali, emerge una sostanziale tenuta dei livelli occupazionali in corso d’anno: si oscilla tra una flessione del -0,9% del primo trimestre e un -1,2% del terzo. In tal caso, i risultati più negativi si registrano per le aziende operanti nel Tessile, che nel secondo trimestre vedono flettere gli addetti del -1,7% e nel terzo del -1,8%.

Nonostante le fondate preoccupazioni circa le gravi incognite del quadro macroeconomico, i dati relativi alla raccolta ordini in portafoglio al momento della rilevazione campionaria, pur provvisori e parziali vista l’alta prudenza che caratterizza oggi più che mai gli operatori economici, indicano una tenuta del trend positivo ma denotano, contestualmente, un raffreddamento da parte del mercato. Se nel 2010 il medesimo campione aveva infatti indicato un aumento del +7,6%, ad oggi si profila un incremento contenuto al +3,6% con un Tessile al +3,3% (l’anno scorso segnava il +15,8%) e un Abbigliamento-Moda al +3,8%. Se per il “monte” la raccolta nazionale ed estera risultano allineate, nel caso del “valle”, invece, al +1,9% del mercato interno si contrappone un più incoraggiante +7,4% relativo agli ordini esteri.

Sollecitate sull’evoluzione congiunturale per questo ultimo scorcio del 2011, le imprese a campione sono in netta prevalenza (63%) orientate ad una “stabilità” delle condizioni di operatività sperimentate in corso d’anno.  Se tale indicazione risulta in linea con la rilevazione del 2010, al contrario rispetto all’anno scorso si inverte la quota di quanti propendono per il miglioramento e il peggioramento del business. Mentre il 9% delle aziende a campione non esita ad indicare un miglioramento, una quota significativa pari al 28% paventa un peggioramento.

2. Le performance sui mercati esteri

Nel primo semestre del 2011 il commercio mondiale si è mantenuto in crescita su ritmi sostenuti: secondo i primi dati (pur ancora provvisori) diffusi dal WTO, sia il primo sia il secondo trimestre hanno evidenziato aumenti superiori al 20% rispetto ai corrispondenti periodi del 2010.

Le aziende italiane del Tessile-Moda si sono giovate della spinta proveniente dai mercati internazionali, come indica l’intercambio con l’estero.

Sulla base dei dati disponibili relativamente al periodo gennaio-luglio 2011, le vendite estere di Tessile-Moda si sono mantenute in espansione, facendo segnare una crescita del +12,3% rispetto ai corrispondenti primi sette mesi del 2010 e portandosi pertanto a circa 16 miliardi di euro.

Tale risultato vede un allineamento nelle performance del “monte” e del “valle” della filiera, che fanno registrare entrambi una crescita di pari intensità in linea con la media settoriale.

Nonostante simili recuperi, il valore complessivo dell’export resta ancora inferiore ai livelli pre-crisi (Nel periodo in esame l’import si conferma positivo, facendo registrare un aumento del +16,5%. In tal caso, però, la forbice “monte-valle” – in termini di ritmi sperimentati – si mantiene rilevante: l’import di prodotti tessili è risultato in aumento del +24,2%, mentre quello di capi finiti (che, si ricorda, nel periodo 2009-2010 aveva contenuto le perdite) del +12,4%. A differenza di quanto evidenziato nel caso delle esportazioni, il valore complessivo dell’import ha superato i livelli precedenti al calo del 2009, raggiungendo quota 12 miliardi in sette mesi.

A fronte del suddetto andamento degli scambi con l’estero, il saldo commerciale risulta pari a 3,9 miliardi di euro, lievemente superiore rispetto al gennaio-luglio 2010.

Con riferimento ai mercati di sbocco, nel periodo in esame sia le aree UE sia le aree extra-europee (che hanno assorbito il 43% circa delle esportazioni italiane di TessileModa) risultano accomunate da tassi di crescita a due cifre, rispettivamente pari a +10,7% e +14,6%.

La Francia – confermandosi primo partner  delle imprese italiane di Tessile-Moda a quota 1.822 milioni di euro – ha performato meglio (+12,5%) della media UE, così come la Germania (+13,5%) o lo stesso Regno Unito (+11,5%). Di contro debolmente positiva è risultata la Spagna (+3%), che sta invece sperimentando, pur su livelli sensibilmente inferiori, un boom di import.

Con riferimento, invece, ai mercati extra-UE, nel periodo analizzato l’export verso gli Stati Uniti è cresciuto del +9,5%, mentre la Russia è tornata finalmente a crescere su tassi a due cifre (+15,1%). In entrambi i casi, tuttavia, il complessivo valore dell’export risulta ancora inferiore a quanto esportato nei primi sette mesi del 2008, prima quindi dello scoppio della crisi mondiale.

Le vendite dirette ad Hong Kong sono cresciute di oltre il 20%, mentre l’export verso la sola Cina, grazie ad un incremento del +24,2%, ha raggiunto 347 milioni di euro. Sia nel caso di Hong Kong sia nel caso della Cina i dati sottintendono una crescita effettiva, ovvero un superamento dei valori di export pre-recessivi.

Nonostante la delicata situazione in cui versa il mercato nipponico, l’export di TessileModa italiano verso il Giappone ha evidenziato un incoraggiante recupero del +14,3%.

Nel 2008, tuttavia, si assestava intorno ai 531 milioni di euro. Passando all’analisi dei mercati di approvvigionamento, la Cina si mantiene su tassi di crescita a due cifre, pari al +12,8%: nuova conferma, quindi, del ruolo da protagonista di questa nazione, in grado di assicurare da sola una quota pari al 25,6% delle importazioni italiane complessive di Tessile-Moda.

Anche con riferimento agli altri top-supplier,  staccati però di oltre 2,2 miliardi di euro dalla potenza asiatica (ciascuno pertanto con quote sul totale import inferiori al 7%), si registrano comunque crescite generalizzate. La Turchia, secondo fornitore, fa registrare un forte rimbalzo corrispondente al +26,7%, così come la Romania (+20,1%). Nel caso dei mercati asiatici, sia India sia Bangladesh assistono a significativi incrementi, che portano l’import rispettivamente a quota 552 e 375 milioni di euro.

I buoni risultati poc’anzi descritti e che hanno caratterizzato la prima parte del 2011 sono oggi a rischio, visto il rallentamento del ciclo internazionale previsto per l’ultimo scorcio dell’anno e che non risparmierà le aziende del Tessile-Moda. Specie per la UE, mercato preponderante per le aziende del comparto, alla luce delle attuali tensioni sull’euro tutte le previsioni sono state riviste al ribasso, comprese quelle relative alla domanda che interessa le aziende del comparto.

 

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