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Le perplessità dell’Unione Industriale sul Centro di ricerca sino-pratese

luglio 4 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Sulle intenzioni non solo non si possono istruire processi, ma nemmeno formulare illazioni gratuite. Ieri, durante l’incontro per la costituzione della nuova società mista sino-pratese per la ricerca nel tessile, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha dichiarato che tutte le perplessità delle associazioni di categoria sono superate: affermazione infondata, almeno nel caso dell’Unione Industriale Pratese.

Da parte dell’Unione non c’è stato alcun pronunciamento in questo senso, e non avrebbe neanche potuto esserci: l’associazione infatti, pur interpellata sull’argomento in tempi remoti, non è stata informata sugli sviluppi recenti dell’operazione. E’ stata solo invitata ieri in Regione, dove – per cortesia e rispetto istituzionale – siamo stati presenti.

Le poche informazioni di cui disponiamo sono giunte per vie informali e su nostra richiesta; all’associazione di rappresentanza delle industrie di Prato non è pervenuto – né prima né dopo ieri – nessun supplemento di documentazione rispetto a quello che è circolato sugli organi di informazione. Né l’incontro-cerimonia di ieri consentiva di chiedere spiegazioni. I dubbi sono molteplici; ad esempio:

  • quale sarà l’operatività effettiva di questo soggetto? Chi farà cosa e come, visto anche il carattere ancora di “scatola vuota” del contraente pratese, cioè il Creaf?
  • · che assetti potrà darsi e quali vantaggi potrà portare a Prato un soggetto così asimmetrico dal punto di vista societario, con il contraente italiano costituito appunto dal Creaf e il contraente cinese rappresentato non da una università o da un centro di ricerca ma da un’impresa privata, la Whenzhou Garment Development ltd co?
  • · positivo il recepimento dell’indicazione data dall’Unione di lavorare su fibre e materiali: ma come si pensa di sviluppare utilmente per Prato questo filone di ricerca senza alcun programma definito (almeno, che si sappia ad oggi) di coinvolgimento delle imprese locali?
  • · positiva anche l’idea di lavorare per certificare a Prato i prodotti esportati verso la Cina, tenuto conto delle barriere e degli ostruzionismi esistenti: ma quali garanzie esistono circa la fattibilità di questo progetto sul piano delle normative cinesi, ad oggi non compatibili con operazioni del genere?

Quando ci saranno risposte a queste e a tante altre domande che avremmo voluto e vorremmo porre, allora e solo allora l’Unione Industriale Pratese potrà confermare o meno di aver effettivamente superato le proprie perplessità sull’operazione.

 

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