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Tessile pratese, uno studio per definire le strategie future

luglio 26 | Pubblicato da Luigi Sorreca | News, Prato

Un settore in evoluzione, che negli ultimi ha dovuto fare i conti con una forte crisi e che ha visto diminuire la propria consistenza e capacità produttiva. Ma che, nonostante tutto, resta vitale grazie alla continua ricerca da parte degli imprenditori di nuove strategie per competere sul mercato.

Nel quadro di questo processo di trasformazione, la Camera di Commercio di Prato, su sollecitazione delle associazioni di categoria,  ha promosso una ricerca volta a indagare lo stato strutturale e organizzativo del sistema tessile, incaricando Iris di svolgere questa indagine, che è stata realizzata con la collaborazione di Unione Industriale Pratese, Cna e Confartigianato.

L’indagine è la prima parte di un lavoro più ampio e complesso che sarà portato avanti nei prossimi mesi e che dovrebbe indagare lo stato di salute le prospettive per la filiera tessile. Un lavoro fondamentale per elaborare politiche di sviluppo per il settore, per concentrare sforzi e risorse su progetto strategici. Il monitoraggio sullo stato di salute del settore ha interessato molto anche gli istituti bancari, che si sono mostrati interessati a questa operazione di indagine, che potrà rappresentare uno stimolo a operare con maggiore attenzione sul distretto.

“E’ importante dare una risposta alle esigenze conoscitive manifestata dalle associazioni di categorie, e’ importante capire quali sono le potenzialita’ del distretto – commenta Carlo Longo, presidente della Camera di Commercio di Prato – Oggi sono presenti diversi istituti bancari, e’ un segnale importante perche’ questo percorso serve anche per stringere accordi con il sistema bancario, stimolando la loro capacita’ di interagire con il territorio”.

Questa prima fase del lavoro ha interessato un insieme selezionato di imprese, che rappresentano quelle che nel distretto sono le più consolidate, suddivise tra finali e di subfornitura. Attraverso la realizzazione di interviste aperte, l’indagine ha consentito di evidenziare alcuni aspetti relativi alla situazione attuale nella quale si trovano ad operare le aziende meglio organizzate e che quindi dovrebbero meglio rappresentare le soluzioni più convincenti per affrontare i cambiamenti del mercato.

“Si evidenzia la necessita’ di politiche nuove, che tengano conto anche di altri fattori competitivi – aggiunge Massimo Bressan, presidente di Iris,illustrando l’indagine – In questa prima fase abbiamo cercato di parlare con informatori qualificati, che rappresento la parte piu’ reattiva del sistema”.

In questa ottica, sono emerse alcune considerazioni:

-         In un triennio difficile (2008/2011), tiene il fatturato delle imprese conto proprio selezionate, mentre continua a diminuire l’occupazione.

-         Il fatturato cresce grazie anche all’aumento della quota delle esportazioni, all’interno di una strategia di mercato che intende esplorare nuovi mercati (Cina e Sud America soprattutto) e ad una sempre maggiore specializzazione verso prodotti di fascia alta.

-         Nonostante questa maggiore apertura verso l’esterno il processo produttivo è ancora sostanzialmente contenuto all’interno del distretto, in particolare per i prodotti di fascia alta; tende in generale a crescere il grado di integrazione tra committenti e terzisti.

-         Il conto terzi è stato il comparto più colpito dalla diminuzione di imprese verificatasi nello scorso decennio. Tra le imprese mediamente più strutturate si possono riscontrare alcune tendenze:

  • tendono ad offrire una gamma di lavorazioni più ampia;
  • lavorano sempre più spesso con committenti localizzati fuori distretto;
  • possiedono un parco macchine sostanzialmente adeguato alle esigenze produttive dei propri committenti;
  • spesso affiancano alla produzione in conto terzi anche la vendita di prodotti propri.

-         Nel complesso, le imprese sentite, non lamentano un’eccessiva concorrenza proveniente dall’esterno, che è stata in parte mitigata aumentando la specializzazione verso produzioni di gamma alta. È forte invece la concorrenza locale, giocata sul prezzo e che per questo incide negativamente sulla capacità di investimento soprattutto del comparto del conto terzi.

-         La redditività, tendenzialmente migliorata dalle scelte relative alla specializzazione di prodotto, si mantiene però su livelli insoddisfacenti, condizionati soprattutto dal lievitare dei costi dell’energia, del lavoro e della burocrazia.

-         In merito al credito, a cui è stata specificamente dedicata una sezione della ricerca, le imprese riportano un generale peggioramento delle condizioni di accesso al credito che hanno in generale ridotto le richieste di finanziamento bancario, con conseguenze negative per la capacità di investimento delle aziende.

 

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